Sicurezza
AMICI DI GROPPOLI
Pinocchio tradotto in napoletano
Paolo Gestri
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PISTOIA. Alla biblioteca San Giorgio è stato recentemente presentato "Pinocchio tradotto in napoletano". Autore della traduzione è Roberto D'Ajello, magistrato napoletano. Oltre all'autore, ad "accogliere" il nuovo testo tradotto da Collodi sono intervenuti Giacomo Trinci, Veronica Menghi, Andrea Rauch, Fabio De Poli, Gian Piero Ballotti. L'iniziativa, realizzata con il contributo della Fondazione conservatorio di San Giovanni, rientra in un quadro complessivo che la biblioteca San Giorgio dedica al più celebre burattino del mondo. In questo ambito, altre iniziative, e queste con i bambini protagonisti, sono seguite nel parco della villa degli "Amici di Groppoli", mentre nella biblioteca San Giorgio si annuncia la prossima mostra "Pinocchio, il burattino inossidabile", tutti i personaggi del libro realizzati con i soli utensili da cucina, opera originale di Amelio Bucciantini. Tornando al volume Pinocchio in lingua napoletana, Ballotti lo ha presentato come «una gradevole e spensierata traduzione che offre una lettura agevole e divertente. E' una traduzione testuale quasi parola per parola - ha precisato il relatore - escluse alcune licenze che l'autore ha ritenuto indispensabili per napoletanizzare, oltre al testo, anche lo spirito del libro». Geppetto è diventato Peppiniello, il cane Alidoro è stato ribattezzato in Frezza, mentre alla trattoria del Gambero Rosso si mangia "fecatielle cu''a rezza, zuppa'e zuffritto" e nel paese del balocchi si gioca "a mazza e pivuzo e a'nchiapparella".
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