La protesta
STAR BENE
Sì alle cinture di sicurezza durante la gravidanza
Gian Ugo Berti
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Cinture di sicurezza anche in gravidanza 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Non vorrei che la cintura di sicurezza mi strizzasse troppo la pancia,non voglio rischiare di far male al bimbo». Quante donne, anche in avanzato stato di gestazione, salendo in macchina volutamente non l'indossano. L'impressione è di essere più libere nel muoversi. Le statistiche confermano il contrario e comunque la decisione per essere esentate deve essere documentata da certificato medico. Chi lo firma, da quel momento si assume tutte le responsabilità. L'esonero può riguardare anche chi normalmente viaggia come passeggero. Un problema quanto mai attuale, in questi giorni, con milioni d'italiani - e d'italiane soprattutto di cui non poche in gravidanza - in viaggio in auto per le vacanze. E' quanto sostiene Mario Nuzzi,aiuto dirigente di ginecologia ed ostetricia all'ospedale di Pistoia. «I medici, però - aggiunge - dovrebbero usare cautela nel concedere l'esonero, dato che i benefici derivanti dall'uso della cintura di sicurezza sono ben documentati. In sostanza, il sanitario dovrebbe prendere attentamente in considerazione il vantaggio della riduzione del rischio di lesione o di morte per la persona, confrontandolo con le motivazioni mediche che la stessa può fornire a supporto della richiesta di esonero». Ed a sostegno della validità delle cinture, ci sono le ricerche scientifiche secondo cui la gravidanza, a qualunque stadio, non è una ragione valida per l'esonero dell'uso di cinture di sicurezza. Studi condotti su donne gravide "cinturate" e coinvolte in incidenti stradali, precisa Nuzzi, non mostrano infatti aumento di lesioni o di morti fetali o di aborti come conseguenza di una cintura correttamente indossata; una donna in attesa dovrebbe essere invece istruita a posizionare correttamente la cintura: la sezione addominale della cintura deve correre al di sotto delle spine iliache anteriori e la sezione diagonale deve passare sopra lo sterno e la clavicola, in questo modo nessuna parte della cintura può comprimere l'utero. Alle preoccupazioni delle gestanti,così risponde: «Il timore di danni fetali rappresenta la motivazione più comune per non usare la cintura di sicurezza. In caso di incidente stradale, i possibili danni fetali sono da imputare alla brusca decelerazione, seguita dalla flessione forzata del corpo materno sopra la cinghia addominale con compressione uterina. Le cinture di sicurezza a tre punti possono impedire la flessione, ma la decelerazione può causare comunque il distacco placentare. E' stato valutato che ciò possa accadere nell'1% - 5% degli incidenti non gravi e nel 20% - 50% degli incidenti importanti, con i valori inferiori riferiti a donne che utilizzano la cintura di sicurezza. Quindi, una cintura di sicurezza a tre punti, correttamente indossata, è in grado di ridurre sia la mortalità materna che fetale». Uno studio condotto su 2592 donne di età gestazionale inferiore alle 20 settimane (1234 con cintura di sicurezza e 1349 senza), coinvolte in incidenti stradali tra il 1980 e il 1988 nello stato di Washington (Usa), ha rilevato una maggiore frequenza di neonato di basso peso e una maggiore probabilità di partorire nelle 48 ore successive all'incidente nelle donne senza cintura di sicurezza rispetto a quelle trattenute da cintura.
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