Gioco
VESTIRE IL PAESAGGIO
Otto mostre sul vivaismo pistoiese tutte da leggere
Paolo Gestri
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PISTOIA. Paesaggio e verde, Pistoia docet. Con "Vestire il paesaggio" Pistoia dimostra la sua conclamata fama di città del verde: una bella serie dodici esposizioni di storie e idee riunite nel titolo complessivo "Vestire il paesaggio". La diffusa iniziativa, evento internazionale, nata da un'idea della Provincia, valorizza la produzione d'eccellenza del verde del nostro territorio. Il tutto si svolge in otto mostre concomitanti, allestite nelle più prestigiose sedi pubbliche e private della città: la biblioteca San Giorgio, le Sale affrescate del palazzo comunale, il palazzo Balì, l'Accademia medica del Ceppo, il Centro sperimentale per il vivaismo, il palazzo Puccini, il museo del ricamo ed il centro "Il Funaro". Sono tutte mostre da leggere e da cui apprendere, concretizzate soprattutto in pannelli, come grandi pagine di uno stesso libro sul vivaismo visto da Pistoia, con finalità architettoniche, scientifiche e fondamentalmente didattiche. Tutte e dodici sono ben riassunte nei due sottotitoli dichiarati, "Come si pensa e come si produce un paesaggio" e "Il verde per migliorare la qualità della vita", con tutto ciò che ne consegue, compresa la comunicazione, di fatto indispensabile a trasmettere la "voce verde" di Pistoia nel mondo. Ogni progetto, già realizzato in Italia e nel mondo, è ben commentato, in modo da rendersi comprensibile e perciò utile a tutti, anche ai non esperti di vivaismo e dintorni. Inaugurate il 24 giugno, resteranno aperte un mese esatto: fino al 24 luglio. Una tra le più interessanti esposizioni si trova alla biblioteca San Giorgio: Paesaggi al femminile. "Paesaggi al femminile per il benessere e la salute" pone particolare attenzione al "paesaggio terapeutico"; la sezione è a cura di Ines Romitti e Renato Ferretti. In 28 pannelli un gruppo di paesaggiste di fama interpretano come il paesaggio possa essere fonte di benessere e miglioramento della vita pubblica. "Gli alberi di devono ascoltare", ammonisce un pannello, fermo restando che una vita tra le rose e le profumate erbe aromatiche è tutta un'altra cosa. Oggetto del loro pensiero, anche qui tradotto in pannelli, è il recupero delle aree degradate, progetti per scuole, per ospedali e case di cura. Trovino conforto i malati di Alzheimer in aree multicolori ed i bambini s'incontrino con la natura e facciano amicizia su un belvedere fiorito. Si è pensato inoltre alla riqualificazione delle città, vedi i fiori sulle rotonde, ed alla realizzazione di spazi pubblici confortevoli, con esempi di "schizzi d'acqua e giochi d'artista". Anche là dove è il regno del sole, della sabbia e delle conchiglie, un giardino è sempre possibile ed il benvenuto, come dimostra una realizzazione a Valona in Albania.
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