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LIBRERIA LO SPAZIO
Ocean Terminal, il romanzo di Piergiorgio Welby
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PISTOIA. Venerdi 14 maggio alle 18, a Lo Spazio di via dell'Ospizio, con la collaborazione di Pistoia Radicale e dell'Associazione Luca Coscioni, verrà presentato il libro di Piergiorgio Welby "Ocean Terminal" (Castelvecchi editore, 2009, pagine 169, euro 17,50). Alla serata parteciperanno Mina Welby, Vincenza Calderoni, Elisabetta Giromella, Paolo Vannini e Dora Donarelli. In una sala di rianimazione, nel luglio del 1997, Piergiorgio Welby inizia a concepire Ocean Terminal: un abbandono progressivo di tutte le speranze, un inno alla vita nonostante tutto. Interrotto nel gennaio del 2006 - dieci mesi prima della morte - il romanzo viene oggi per la prima volta alla luce nella curatela di Francesco Lioce. Ocean Terminal è un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza o si interrompono proprio quando sembrano preannunciare altri sviluppi: dall'infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all'immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della sua vita, adottando un linguaggio babelico che colpisce per originalità e potenza. Postuma, per volontà dello stesso autore, l'opera avrebbe dovuto ripercorrere l'intera esistenza dell'uomo Welby: rimasta purtroppo incompiuta, ci viene restituita come il frutto letterario di un eccezionale scrittore. Come ha scritto Adriano Sofri «Il romanzo non è l'opera di uno che sta morendo, non è un testamento. È il diario di un uomo dalla passione e dal talento esuberante. Opera incompiuta e diseguale, [...], ma di una dirompente forza di cose, pensiero e linguaggio. Dura, anche maledettista, ma a ridosso di una vera maledizione». Il libro ci restituisce il Welby intellettuale e scrittore al di là del suo impegno e della sua testimonianza per un'Italia più libera e civile. «La verità, la verità! Che cazzo è la verità... Chi sei tu per chiedere a me di dire la verità. La sola verità che conosco è quella che mi ripete in continuazione che sto morendo, che mi mancano le forze, che gli scalini diventano sempre più alti, le braccia pesanti, le gambe deboli e che debbo vivere sempre più in fretta, che se mi fermo un poco a prendere fiato arriverà LEI, la sola verità che conosco: la morte. Io odio la verità... voglio dimenticarmi di lei! La verità è un lusso che non ho mai potuto permettermi... giocateci voi con la verità! Io debbo solo imparare a mentire meglio, specie con me stesso» ("Ocean Terminal", pp. 59-60).
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