Il dolore
Il grido dei commercianti: stop alla Tari - Video
La protesta In piazza Duomo per chiedere l’azzeramento della tassa sui rifiuti. Interviene anche il sindaco
PISTOIA. I commercianti e i ristoratori pistoiesi non ce la fanno più: anche ieri, dopo quella di mercoledì, piazza del Duomo è stata teatro di una manifestazione in piazza del Duomo. Stavolta protagonisti erano i titolari delle aziende associate a Confcommercio. In realtà, la vera protagonista è stata l’imposta sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti, comunemente definita Tari. Come si fa a pagare una tassa sui rifiuti, se il locale non li produce perché chiuso? Così, in piazza, un gruppo formato da circa sessanta persone, tutte attente a rispettare le misure del distanziamento, si è riunito intorno alle 15 per far sentire la propria voce. Le aziende, esasperate dalla situazione economica in cui sono piombate a causa della pandemia, hanno chiesto al Comune l’azzeramento della Tari per l’anno corrente.
A farsi portavoce di questa istanza è stato il presidente della Confcommercio Stefano Morandi, che ha spiegato le ragioni della richiesta, sottolineando quanto sia necessario che si proceda all’azzeramento della tassa sui rifiuti in un anno in cui non si è quasi mai lavorato. Ha posto poi l’attenzione su quanto la situazione, seppur del tutto eccezionale, riveli l’inadeguatezza della strutturazione della tassa per le categorie del terziario, dove il calcolo dell’imposta si basa solo sulla superficie delle strutture e non sull’effettiva produzione dei rifiuti. Ha ricordato il lavoro “a singhiozzo” di questi mesi, ribadendo come la provincia di Pistoia collezioni la sua posizione in zona rossa da bene oltre cinque settimane, esattamente dal 27 febbraio. Quindi Morandi ha auspicato un’apertura delle attività a breve, invitando a confluire in quella che sarà una protesta a livello regionale martedì prossimo, a Firenze.
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Non è mancata la vicinanza ai manifestanti da parte del sindaco Alessandro Tomasi, che si è soffermato sul fatto che città come Pistoia e Siena, tra le prime province in Toscana a diventare rosse, non abbiamo ricevutoin cambio più aiuti economici. Tomasi, oltre a sottolineare come la tensione in questo momento sia alta, e ricada soprattutto sui sindaci, ha dichiarato che, con un aumento delle risorse da parte dello Stato, il Comune potrebbe riuscire a togliere un 25 per cento sulla Tari. Durante la manifestazione i partecipanti sono stati muniti , in modo simbolico, di un sacchetto per i rifiuti di colore verde, che alcuni di loro sventolavano. «La Tari è un’ennesima ingiustizia che dobbiamo subire – dice Elena Bonfanti, della Vineria n° 4 – senza contare che i ristori sono stati dati con il contagocce». «Una “briciola” di riduzione delle tasse non può essere equiparata a cali drastici di fatturato» rilancia Claudio Mauriello, della pizzeria Le Chiavi d’Oro. «Cerchiamo di collaborare e facciamoci sentire», dice Marcello Cesare, della pasticceria Banci. «Non produciamo rifiuti, perché dobbiamo pagare la Tari?» sostiene Elena Aiello, del pub Sherlock. Come anche Chicca Malandrino, di Nati stanchi: «Come si fa a sostenere queste spese, se non abbiamo incassi? ».
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