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Sarcomi rari a Cantagrillo, l'indagine epidemiologica non smaschera i colpevoli
Presentati i primi risultati dall'Asl Toscana Centro. Ma le ricerche continuano
PISTOIA. "Non abbiamo trovato il colpevole". Sintetizza così Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana Centro, i primi risultati dell'indagine epidemiologica sugli otto casi di sarcomi dei tessuti molli verificatisi nella frazione di Cantagrillo del comune di Serravalle, a pochi chilometri da Pistoia (7 tra il 2014 e il 2017 e uno nel 2006).
Una simile concentrazione nel tempo e nello spazio di tumori rari è chiamata "cluster" ed era stata segnalata lo scorso anno dai medici di base della zona. All'indagine, oltre all'Asl hanno partecipato Arpat, Agenzia regionale di sanità e Ispro, l'istituto toscano per la prevenzione oncologica. Sono state passate al setaccio le vicende sanitarie delle persone malate, le loro storie di vita e di lavoro, la situazione ambientale in cui vivono. "Tutte le indagini - ha spiegato Francesco Cipriani, dell'Unità funzionale epidemiologia - non hanno evidenziato elementi comuni significativi nelle storie dei singoli malati". Nessun potenziale fattore di rischio, in altri termini, si ritrovano nei casi del "cluster".
Un risultato peraltro atteso, perché come hanno specificato Berti e Cipriani, la ricerca medica, almeno sinora, non è riuscita se non raramente ad identificare le cause del formarsi di queste concentrazioni di malattie rare. Ma l'indagine prosegue: si sta già lavorando su alcuni fattori di rischio, come la qualità dell'acqua e dell'aria. I risultati potranno essere utili per escludere la loro influenza sui casi in questione.
L'indagine epidemiologica si era svolta per la maggior parte tra settembre e novembre 2019 e già l'11 febbraio le sue prime risultanze erano state illustrate alla Regione e al Comune di Serravalle. La presentazione pubblica è stata invece rinviata per l'esplosione dell'emergenza Covid.
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