Gioco
Azienda pisana rimette in strada la mitica "Gyro-X"
Una macchina a due ruote? Non è una nuova creazione della Piaggio bensì è un preziosissimo e museale prototipo americano del 1967 chiamato “Gyro-X” e rimesso in strada dall'azienda pisana “Agency impianti” di Stefano De Simoni
PISA. Una macchina a due ruote? Non è una nuova creazione della Piaggio bensì è un preziosissimo e museale prototipo americano del 1967 chiamato “Gyro-X” e rimesso in strada dall'azienda pisana “Agency impianti” di Stefano De Simoni. Il bolide è un siluro rosso che prometteva ben 201 km/h solo che era parcheggiato in bella mostra di sé al “Lane motor museum” di Nashville nel Tennessee, un museo che espone pezzi preziosi di storia su quattro e due ruote. Un'autovettura su due ruote sembra un non senso o uno scherzo che si voglia tirare alle leggi della fisica. Come fa a stare in asse un'auto su due ruote, a sterzare, a piegare, senza ruotine di sostegno e senza ovviamente che il conducente possa poggiare un piede a terra? Lo può fare col giroscopio, che è un dispositivo fisico rotante che tende a mantenere il suo asse di rotazione orientato in una direzione fissa. Il giroscopio viene usato nella nautica ed infatti la ditta pisana è specializzata nella realizzazione di sistemi giroscopici per la stabilizzazione navale e non. Suo il progetto, la cui realizzazione ha permesso di riportare in vita l'unico modello di auto su due ruote.
«L'aspetto più delicato e difficile del lavoro è stato quello di rimanere fedeli al progetto originale del primo giroscopio montato sull'auto», dice De Simoni. Ma ancora più difficile è stato realizzare il sistema di controllo dello stesso giroscopio. «Mancava il progetto originale. Era andato perduto. Quindi lo abbiamo dovuto sviluppare noi», continua De Simoni. Già una ditta precedente aveva fallito ma il direttore del museo era risoluto a rimettere in strada il prototipo che era stato acquistato a carissimo prezzo. «Siamo stati contattati su internet», precisa De Simoni, che è in California. Lì, infatti, la Gyro-X ha vinto il trofeo Dean Batcholer. Niente male come prima “passeggiata” fuori dal museo. «L'auto, che nasce come monoposto, potrà raggiungere i 125 km/h, ma inizieremo i test di velocità solo in ottobre. Il prototipo ha tutti pezzi dell'epoca e quindi la cautela è d'obbligo», ci tiene a dire l'ingegnere. Parte del progetto, ancor prima di procedere col giroscopio, ha impegnato il museo alla ricostruzione del posteriore dell'auto che era stato svilito dall'aver messo due ruote posteriori. Dopo sei anni di restauro, ma soprattutto dopo il tocco tecnico e creativo dell'azienda pisana, la Gyro-X potrà tornare a farsi ammirare e «a tramandare lo stile alle generazioni future», perfettamente in linea con la filosofia del “Lane motor museum” di Nashville. Per altre informazioni e curiosità: https://www.lanemotormuseum.org/704-1967-gyro-x-pebble-beach-concours.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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