Il Tirreno

Pisa

La danza e l’energia sul palco con la Carlson

di CARLA FALCONETTI
La danza e l’energia sul palco con la Carlson

Vivo di immagini e di suoni. Guardo, osservo, mi immergo, mi faccio conquistare, esaltare, emozionare e poi di colpo archivio tutto in qualche cassetto della mia memoria e avanti con il prossimo spettacolo

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Vivo di immagini e di suoni. Guardo, osservo, mi immergo, mi faccio conquistare, esaltare, emozionare e poi di colpo archivio tutto in qualche cassetto della mia memoria e avanti con il prossimo spettacolo. Ma perché oggi invece queste immagini questi suoni non vanno ordinatamente nell’angolino della memoria che ho riservato loro? Continuano a presentarsi davanti ai miei occhi, seguo le immagini e mi perdo ancora. Ho visto lo spettacolo di Carolyn, l’ho vista danzare e io come gli altri spettatori abbiamo avuto il privilegio di scorgere un angolino della sua anima.
Suona il gong, buio in sala e inizia lo spettacolo; un trittico di artiste della danza che gradatamente e gentilmente ti coinvolgono e riescono a creare una propria speciale sinergia con il pubblico.
Immersion — Carolyn Carlson inizia a danzare con movimenti lenti e misurati e con garbo e maestria piano piano conduce lo spettatore all’incisività del gesto perfetto. La prima immagine che mi appare è quella di una sirena con i lunghi capelli biondi che fluttuano nel mare come se avessero una vita propria, comincio a pensare che i capelli svolgano un loro ruolo nello spettacolo. Assaporo la fluidità dell’acqua e il movimento regolare delle onde e mi lascio andare in una specie di tranche ipnotica fino a quando non arriva la pioggia che stimola l’azione e il movimento portando una sferzata di energia fluida. I movimenti nitidi ed evocativi sono sottolineati da una scenografia essenziale, uno sfondo nero con una striscia blu; l’acqua è Carolyn, non c’è bisogno di altro.
Wind Woman — è la volta di Sara S. Disegna il vento, porta la dolcezza della brezza e la forza creatrice del vento impetuoso. La mia abitudine alle immagini mi fa soffermare ancora una volta sui capelli lunghi di Sara.
Mandala - Alla terza short stories scoprirò che Immersion e Wind Woman sono propedeutiche per entrare nell’ultimo pezzo Il Mandala, l’origine e la fine. L’energia dolce accumulata finora si estrinseca con la forza di Sara O. e il ritmo ipnotico della sua danza. Sara O. è in cerchio di luce, ne traccia i confini e ne riempe con la sua forza lo spazio. Anche le luci seguono la sua metamorfosi piano piano diventano più incisive e più calde, è Sara che le governa. Il cerchio si allarga Sara lo attraversa e lo controlla, i suoi lunghi capelli castani ricordano Gea, la terra, i suoi movimenti tendono a raggiungere la centralità del mandala, tutto è concentrato sull’intenzione e sulla fusione con la terra su cui si percuote il cono di luce che la collega con il cielo.
In sintesi ritengo che sia riduttivo definire questo spettacolo solo uno spettacolo di danza, come evoca il titolo queste sono piccole storie che cercano di aprire dei canali energetici con il pubblico; è sicuramente uno spettacolo che non lascia indifferente ma induce alla riflessione e non poteva essere altrimenti per una creazione di un’artista così poliedrica e sensibile.

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