Sicurezza
Spezia-Pisa, è anche sfida tra condottieri. Inzaghi-D’Angelo, diversi ma non troppo
Nessuno dei due è legato ossessivamente a un solo sistema di gioco ma cambia per esaltare le doti dei singoli
PISA. Spesso di dice, usando un luogo comune e semplificando al massimo le cose, che nel calcio gli allenatori incidono in maniera minima sulle fortune e le sfortune di una squadra. Certo, la qualità e la bravura dei calciatori fa la differenza ma la panchina conta eccome. Sia per gli aspetti tecnici e tattici ma soprattutto per quelli caratteriali e gestionali. In questo senso le duellanti Spezia e Pisa, protagoniste del big match di domenica pomeriggio al Picco, sono guidati da due autentici leader che hanno saputo dare, tramite un percorso diverso, una vera identità alle due squadre. Da una parte l’ex allenatore nerazzurro Luca D’Angelo, dall’altra Filippo Inzaghi.
200 panchine in B
Sicuramente D’Angelo è stato l’allenatore della svolta nella prima parte dell’era Corrado e poi anche del patron Alexander Knaster. La promozione in B del 2018/2019 è un po’ il suo capolavoro. Scelto dal direttore sportivo di allora Roberto Gemmi, l’allenatore di Pescara arrivò tra lo scetticismo generale ma convinse tutti con i fatti. Il feeling con la piazza si creò fin da subito, anche quando le cose non andavano troppo bene. La finale di Trieste che valse la B è la ciliegina sulla torta del suo quinquennio. La sua prima avventura a Pisa però terminò dopo la finale persa in casa ai supplementari con il Monza. Arbitrava Mariani, lo stesso di domenica prossima. Dopo pochi mesi venne richiamato per sostituire Maran che aveva raccolto due punti in sei partite. «Era impossibile rifiutare, Pisa per me è come il Real Madrid», dirà “l’omone”, soprannome datogli proprio a Pisa, alla sua seconda presentazione in nerazzurro. Il ritorno di D’Angelo fu dirompente nel girone d’andata: 13 risultati utili di fila e risalita dall’ultimo al quinto posto. Pagò la rincorsa nel girone di ritorno dove un crollo finale, 2 punti nelle ultime 8 partite misero la squadra fuori dai playoff. Dove andò la Reggina di Filippo Inzaghi che compì una vera impresa alla luce dei 5 punti di penalizzazione. Con 205 partite complessive, dati Transfermarkt, D'Angelo è il secondo allenatore con il maggior numero di presenze nella storia del Pisa dopo Ging. Proprio contro il Pisa D'Angelo festeggerà le 200 presenze in B. Adesso però D'Angelo è l'ostacolo più duro sulla strada verso il sogno.
Nel segno di SuperPippo
Inzaghi ha avuto il merito di dare una scossa al Pisa dopo due stagioni difficili. Anche lui stesso era reduce dalla sfortunata esperienza alla Salernitana e si butta a capofitto in questa esperienza fin dal ritiro ridando fiducia alla squadra e all’ambiente. Inzaghi è stato come un tornado. Solo il semplice gesto di far venire il pubblico al primo allenamento è sembrato un primo cambio di passo. La sua voglia di non mollare l’ha trasmessa alla squadra che è scattata dai blocchi del campionato con la stessa determinazione con cui Inzaghi puntava la porta da giocatore. I numeri parlano chiaro: 57 punti in 28 partite, ben 23 in più rispetto alla stessa giornata dello scorso campionato. Una media punti di 2,03 a partita. E nove posizioni guadagnate in classifica rispetto ad Aquilani: dall’undicesimo al secondo posto. D’Angelo, che ha preso lo Spezia a novembre 2023, fa segnare un +24 rispetto alla passata stagione. Passando dal diciottesimo al terzo posto.
I punti di contatto
Il minimo comun denominatore tra due tecnici diversi è soprattutto uno: la fame. Quella che poi diventa il fattore fondamentale per migliorarti. Anche quello di essere flessibili. D’Angelo preferisce il 3-5-2 ma sa adattarsi anche ad altri schemi in base alle caratteristiche dei giocatori. Stesso discorso per Inzaghi. Fin qui il 3-4-2-1 ha funzionato ma potrebbe diventare d’attualità il 4-2-3-1 con la presenza contemporanea sulla trequarti di Morutan, Moreo e Tramoni. Tre giocatori che D’Angelo a Pisa ha avuto contemporaneamente solo negli ultimi mesi in nerazzurro. Il suo momento più difficile a Pisa. Entrambe le loro squadre sono aggressive. Il Pisa però gioca più in verticale rispetto allo Spezia, che sfrutta sempre al meglio cross e palle inattive per finalizzare il gioco. Entrambi si affidano ai consigli di due vice che lavorano con loro da anni: Luca D’Angelo al pisano Riccardo Taddei, Inzaghi a Maurizio D’Angelo.
I precedenti
Fin qui Inzaghi non ha mai battuto D'Angelo. Due vittorie e quattro pareggi è il bilancio in favore del tecnico dello Spezia. Il primo incrocio in Venezia-Bassano 1-1 in C nel 2016/2017. Inzaghi porterà il Venezia in B, mentre D’Angelo sarà esonerato a febbraio. Nel 2019/2020 il Pisa di D'Angelo impose due pareggi, 0-0 con rigore sbagliato da Marconi al 94' all'Arena e 1-1 al Vigorito, al Benevento di Inzaghi che vincerà il campionato di B. D'Angelo batterà Inzaghi a domicilio ai tempi di Brescia e Reggina (0-1 e 0-2). L’ultima sfida è il 2-2 del 17 agosto scorso, la prima di campionato. E a Pisa, dunque, ora tutti sperano che venga tenuta fede al detto “c’è sempre una prima volta”.
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