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Pisa

A conti fatti De Biasi non ha dubbi «Il Pisa può arrivare fino in fondo»

di Andrea Chiavacci
A conti fatti De Biasi non ha dubbi «Il Pisa può arrivare fino in fondo»

Il tecnico veneto ha vinto il campionato con Modena e Torino e sa come si fa

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PISA.  Dopo otto giornate di Serie B è presto per fare un bilancio, ma si intravedono già spunti interessanti. Per capire meglio il campionato cadetto un tecnico di grande esperienza come Gianni De Biasi fa le carte a un torneo che vede il Pisa al comando con 19 punti già conquistati. L’allenatore veneto ha conquistato due promozioni in Serie A, con Modena e Torino, e ha un vissuto sia nella massima serie che a livello internazionale: allenato anche le nazionali di Albania e Azerbaigian.

Mister De Biasi Il Pisa non era dato favorito in estate ma per ora è primo in classifica, la sorprende vedere così in alto la squadra di Filippo Inzaghi?

«Ancora una volta il calcio sfugge a ogni pronostico. Il Pisa sta lavorando bene e sono contento per Inzaghi. È uno che ha già vinto il campionato di B a Benevento e sa come si fa. Ha vissuto qualche esperienza negativa ma credo che faccia parte del percorso di crescita di un professionista».

Il Pisa può arrivare fino in fondo?

«E perché no? Io credo che abbia le carte in regola per proseguire su questo cammino. Di solito chi non parte favorito significa che ha lavorato bene sotto traccia durante l'estate».

Quali sono i giocatori che possono fare la differenza nella squadra nerazzurra?

«Senza togliere nulla a nessuno dico Matteo Tramoni, che sta per rientrare dall'infortunio. È un giocatore fondamentale per questa squadra ed è partito molto bene. Anche Nicholas Bonfanti, che ricordo a Modena, si sta dimostrando all'altezza».

Il Pisa è passato da un calcio con tanta possesso palla con Aquilani a uno più in verticale con Inzaghi, qual è secondo lei la ricetta giusta per arrivare ai risultati?

«Nulla avviene per caso. Dietro ogni risultato c'è una strategia. Quello che più conta secondo me è far indossare l'abito giusto ai propri giocatori. La bravura dell'allenatore, al di là delle proprie convinzioni, sta nel calarsi nella realtà della propria squadra e sfruttare al massimo le potenzialità del gruppo. L'allenatore deve adattarsi alle caratteristiche della squadra anche se deve portare con gradualità le proprie idee».

Le sua favorite per la promozione in A?

«Sassuolo, Pisa, Cremonese, Spezia e anche il Brescia. Maran sta facendo davvero un ottimo lavoro da un anno a questa parte. Tra le squadre che sono partite bene non credo che la Juve Stabia resterà nelle primissime posizioni fino in fondo».

Ma tra le neopromosse qualcuna potrebbe far saltare il banco?

«Il Mantova potrebbe essere una bella sorpresa. Hanno grande entusiasmo e un allenatore che ha fatto molto bene in Serie C come Possanzini. Ha lavorato con De Zerbi e gli è servito per fare esperienza».

Negli ultimi anni chi è retrocesso dalla serie A ha fatto molto fatica, come se lo spiega?

«Vero, però credo che il Sassuolo troverà meno difficoltà. Probabilmente i neroverdi ha una dimensione giusta per vivere in quella sorta di terra di nessuno in cui ti trovi dopo una retrocessione. Hanno fatto tanti anni di Serie A, anche ad ottimo livello, ma non si sono montati la testa. Secondo me c'è un progetto giusto per poter risalire la china. Molti altri club invece hanno dei problemi forse perché c'è un adattamento diverso alla categoria. Qualcuno magari è convinto di vincere anche senza dare il 100% perché è più forte tecnicamente, ma poi la realtà dei fatti è decisamente diversa».

Si gioca troppo anche in B?

«Si gioca molto e si copre spesso la settimana. Va detto però che le rose lunghe e le cinque sostituzioni ti danno una grandissima mano. Ho notato che i cambi spesso fanno la differenza in B, anche nel Pisa di Inzaghi. Il problema di fondo è che si sovraccarica il lavoro e si rischiano troppi infortuni».


 

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