Sicurezza
Come sarà il Pisa di Inzaghi
Conosce bene Moreo e Matteo Tramoni, ma anche Calabresi. Idee diverse da Aquilani ma sempre un calcio propositivo in testa
PISA. In attesa dell’annuncio ufficiale, ma dubbi non ce ne sono, l’arrivo di Filippo Inzaghi a Pisa desta grande curiosità. Un tecnico che ha già vinto la B a Benevento e che prima di iniziare la sua avventura in panchina è stato un nome di peso nella storia recente del nostro calcio. Sarà il quarto campione del mondo da calciatore (dopo Luisito Monti, Antonio Cabrini e Gennaro Gattuso) a sedersi sulla panchina del Pisa.
Idee flessibili
Questo però è l’aspetto meno importante per pensare al Pisa che verrà. Il Pisa ha scelto un tecnico nel complesso con idee diverse da Aquilani ma che comunque ha in testa sempre un calcio propositivo. Gioie e delusioni in undici anni di panchina e un momento indimenticabile. A Benevento, nel 2019-20, Inzaghi ha saputo essere flessibile nei moduli segnando tanto e subendo poco: 67 gol fatti e 27 subiti, quasi tutti a giochi fatti, miglior attacco e miglior difesa. Logica la vittoria del campionato di B. Nel suo credo non c’è solo il classico 4-3-3. L’infortunio di Schiattarella lo aveva costretto ad adottare un 4-4-2 "inventando" Tello esterno sinistro di centrocampo. Con il rientro di Schiattarella è passato a un 4-3-2-1 con unica punta Massimo Coda, poi scalzato da Moncini e Di Serio a fine stagione, e i rapidi Sau e Insigne trequartisti. Coda segnò meno rispetto al solito, sette reti, ma per tre quarti della stagione fu un punto di riferimento importante per tutto il reparto.
Moreo e Tramoni
Qualcosa di simile, a livello tattico, potrebbe farlo a Pisa con Moreo. L’allenatore piacentino conosce benissimo il numero 32 che con lui è andato in doppia cifra a Venezia, 12 gol nel campionato vinto in serie C nel 2016-17, e a Brescia ha trovato una continuità mai vista in B. Nel 2021-22 realizzò 9 gol nella stagione regolare, capocannoniere della squadra, e 5 assist. In quella stagione Inzaghi venne esonerato quando era ancora in lotta per la A a sei giornate dalla fine. Inzaghi ritroverà anche Matteo Tramoni, 7 reti in quella stagione, che con lui si affermò come uno dei migliori talenti della B. In quel caso 4-3-3 puro con Moreo punta centrale e lo stesso Tramoni largo a sinistra. Ovvio che a Pisa Inzaghi si ritrova al momento un tipo di squadra diversa. Con Bonfanti che si candida ad essere il vero uomo d’area e tanti altri attaccanti in rosa, a cominciare da Torregrossa.
Gli altri che conosce
Inzaghi ritroverà anche il difensore Arturo Calabresi. Inamovibile con Superpippo in A ai tempi del Bologna. Vignato, che la Salernitana non ha riscattato, ha lavorato due settimane con lui lo scorso gennaio a Salerno, prima dell’esonero di Superpippo. Anche Artur Ionita, di ritorno dal prestito a Lecco, è stato giocatore di Inzaghi in A a Benevento nell’anno della retrocessione in B. Anche se il centrocampista moldavo a Pisa ha fatto poco ed ha già due prestiti alle spalle. Inzaghi ha allenato anche il portiere Livieri, appena rientrato dal prestito alla Cremonese, nella Primavera del Milan.
Chi vuole
Sicuramente Inzaghi cercherà di inserire giocatori di sua gradimento in una rosa che per forza di cosa dovrà essere sfoltita. Un nome uscito in questi ultimi giorni è quello dell’esterno destro Niccolò Pierozzi, classe 2001 di proprietà della Fiorentina. Con Inzaghi ha giocato sia nella Reggina, 34 presenze e 4 gol, che nella Salernitana. Se Barbieri sarà riscattato, come sembra, dalla Juventus, Pierozzi potrebbe essere un’alternativa importante. Anche perché adatto al 3-5-2. Altro modulo che Inzaghi non disdegna.
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