Gioco
Pisa questa è la settimana decisiva: prime scelte per il futuro del club. I nomi in ballo per ds e panchina (se parte Aquilani)
La tifoseria nerazzurra attende uno scatto per ritrovare passione ed entusiasmo dopo le recenti delusioni
PISA. Quella che inizierà domani sarà la settimana che ci dirà già qualcosa di importante sulla prossima stagione dei nerazzurri, la sesta di fila in serie B. È la settimana in cui tornerà a Pisa Alexander Knaster dopo un mese e mezzo. È la settimana in cui la società si confronterà con Alberto Aquilani per la prima volta dopo la fine del campionato. A poco più di venti giorni di distanza dalla mesta serata di Ascoli. Finita con una sconfitta per 2-1, contro una squadra che proprio quella sera è retrocessa in C, che relega il Pisa a un tredicesimo posto con 46 punti. Il punteggio più basso dell’era Corrado-Knaster. È una settimana che prima di tutto ci dirà chi sarà il nuovo direttore sportivo. L’uomo che prenderà il posto di Stefano Stefanelli destinato alla Juventus. Con diversi nomi in lizza e Mattia Baldini che sembra in pole position. E come sempre nulla è scontato.
La scelta del direttore è il primo passo importante anche perché il lavoro da fare sarà fin da subito tanto. A cominciare dalle situazioni che riguardano i giocatori in prestito con diritto di riscatto (dal 12 al 14 giugno devono essere risolte le varie situazioni) e poi i controriscatti (dal 15 al 17 giugno). Sfoltire una rosa già molto ampia sarà una delle prime sfide del nuovo Ds e del Dg Giovanni Corrado. Sicuramente il rebus dell’allenatore è la chiave di lettura decisiva. C’è il rischio che il Pisa dopo appena un anno debba rivedere i suoi piani. Quello con Aquilani doveva essere un progetto biennale ma il finale di stagione, al di là delle dichiarazioni ufficiali, ha lasciato tutti scontenti. Senza contare che il tecnico è già stato accostato a tante squadre (Fiorentina, Sassuolo e Verona) ma il primo passo concreto sarà proprio il confronto con il club. Se ci sarà la volontà di dargli ancora una chance, bisognerà anche cercare di costruire una squadra con giocatori dalle caratteristiche adatte alla sua proposta di gioco. In caso di fine rapporto occorrerà decidere subito che strada prendere.
I nomi usciti per l’eventuale successione di Alberto Aquilani sono quelli di Paolo Zanetti, Alessio Dionisi e Filippo Inzaghi (tutti accostati a più panchine). Ma di concreto al momento non c’è nulla. Il comune denominatore è buono: tutti e tre hanno conquistato una promozione in A, massima serie che qui manca da 33 anni, ma che non deve diventare un ossessione. Anche se i tifosi hanno bisogno di ritrovare un po’ di entusiasmo. Va bene la solidità economica, la crescita del settore giovanile, il consolidamento di una categoria importante come la B (che il Pisa disputerà per la 38ima volta nella sua storia) ma il pubblico di fede nerazzurra vive di emozioni forti e di passione. E dopo la finale playoff persa due anni fa contro il Monza sono stati pochi i momenti da incorniciare. Soprattutto tra le mura amiche dove per un lungo periodo si è fatto fatica a portare a casa i tre punti. Senza contare poi che la situazione a livello di strutture, a cominciare dall’Arena, non ha aiutato. È vero che le solide realtà, come quella del Pisa in effetti è, sono migliori di sogni che poi svaniscono all’alba. Ma adesso serve un cambio di marcia rispetto al recente passato. E la settimana che comincia domani dirà molto sulle intenzioni della società per la nuova stagione.
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