Toscana
La livornese Ferrieri Caputi prima donna ad arbitrare il Pisa
Designata per la partita di sabato a Como, ha già diretto 9 gare in A e 16 in B. Da questa stagione non c’è più la limitazione legata al vincolo territoriale
PISA. Per il calcio pisano quella di sabato prossimo è una data per certi versi storica. In Como-Pisa, fischio d’inizio alle 14, i nerazzurri saranno arbitrati per la prima volta da una donna. Si tratta di Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno. La prima donna ad aver diretto una gara di serie A il 2 ottobre 2022 al Mapei Stadium di Reggio Emilia in occasione di Sassuolo-Salernitana. Terminata per la cronaca 5-0 in favore dei padroni di casa.
Per Ferrieri Caputi è una prima assoluta con il Pisa. Neppure come assistente o in altro ruolo ha incrociato i nerazzurri. Grande personalità, 33 anni e origini pugliesi da parte del padre, ha contribuito negli anni alla crescita del movimento arbitrale femminile che proprio a Livorno ha una tradizione importante. Una strada tracciata da Carina Vitulano che adesso è vice commissario designatore della Can di serie C.
Attualmente Ferrieri Caputi è considerata tra i direttori di gara più bravi tra gli emergenti. Visto che è al secondo anno nella Can di serie A e B. Fin qui ha diretto 9 partite in A e 16 in B. Nella massima serie ha estratto un solo cartellino rosso e 38 gialli concedendo tre rigori. In B non ha mai espulso nessuno, ha tirato fuori 72 gialli e ha concesso otto tiri dagli undici metri. Ha anche già diretto una gara internazionale, l’amichevole Germania-Perù, terminata 2-0, del 25 marzo 2023. Anche in questo caso ha concesso un penalty.
Chi ha commentato le sue direzioni arbitrali la giudica lucida, applicata. Deve ancora acquisire esperienza ma l’impatto è stato buono. Si fida molto dei suoi collaboratori. Costruisce il dialogo con i calciatori ed è aperta al confronto ma è altrettanto intransigente sul mancato rispetto delle regole.
Oltre alla brillante carriera sportiva Ferrieri Caputi ha trovato anche il tempo di conseguire una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, all’università di Pisa, e una in Sociologia a quella di Firenze. E anche un dottorato.
La sua storia
Qualcuno sui social ha fatto notare il fatto che Ferrieri Caputi sia nata a Livorno. La territorialità, da questa stagione, non viene più considerata determinante quando si fanno le designazioni, su decisione del designatore Gianluca Rocchi. Le donne che arbitrano e giocano a calcio sono purtroppo abituate a sentire pregiudizi molto più gravi. C’è chi ancora oggi, come ha raccontato pochi giorni fa al Tirreno l’arbitro Claudia Cella di Carrara, grida a una direttrice di gara di andare a fare le lasagne. Ma la corazza di Ferrieri Caputi appare molto forte. Ed ha anche una bella storia da raccontare. Nel 2023 la Lega serie A ha prodotto un breve docufilm su di lei.
Una passione per il calcio nata quando il padre la porta a vedere una partita del Livorno da bambina. «Il giorno dopo ho scritto un tema in classe descrivendo l’ambiente che mi aveva subito colpito. – racconta nel docufilm la giovane arbitro. - Volevo giocare a calcio ma i miei, soprattutto mia mamma, erano contrari». Ed ecco che a 16 anni all’uscita di scuola Maria Sole trova un volantino dove si pubblicizza un corso per arbitri e decide di frequentarlo insieme a degli amici: «Non avrei pensato di arrivare in A». Da lì in poi la lunga gavetta e anche i momenti difficili fin dalla prima gara diretta a livello giovanile, quando si prese gli insulti di una mamma arrabbiata a fine partita. Oltre alla determinazione di Ferrieri Caputi colpisce anche la preparazione a livello fisico con gli allenamenti svolti al centro Coni di Tirrenia. E dopo tanto lavoro si è avverato il sogno della serie A.
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