Il dolore
Pisa, quei finali choc tra errori propri e prodezze altrui
Diventano cinque la sconfitte maturate dopo il 90’. Cronistoria di una magagna ora diventata un caso
PISA. Cinque sconfitte dopo il novantesimo che pesano come un macigno sul campionato del Pisa. La differenza tra il doversi ancora guardare le spalle e il pensare in grande è racchiusa in buona parte nella cattiva gestione dei finali di gara. Non solo quello. Altrimenti sarebbe troppo semplice individuare la difficoltà nel trovare la continuità ad Alberto Aquilani in un campionato dove il Pisa recita fino a questo momento sempre la parte dell'incompiuta. Quella che ci va vicino ad essere molto più di una bella idea, quella che sta quasi per svoltare. Ma che però, per il momento, non lo ha ancora fatto.
Finali horror
Come sintetizzato nel nostro titolo, l’altro ieri è andato di nuovo in scena il film del terrore nei minuti di recupero. Le dinamiche sono spesso simili. È il settimo gol preso oltre il minuto numero 90’. Il quinto che fa la differenza tra un punto e zero. E avere 35 punti e non 30 cambia, cambia molto. Anche se statisticamente il saldo dopo il 90’ è “solo” di -2 perché in due casi il Pisa si trovava già sotto quando è stato segnalato il recupero e in una sola occasione, con Caracciolo a Cosenza, è riuscita ad acciuffare l'1-1. Ma quelle rimonte erano riuscite ed è ancora più grave aver subito una rete dopo averla fatta.
Gli episodi decisivi
Il primo segnale arriva già dal debutto casalingo. Il Pisa fa una gran fatica per riagguantare il Parma, affrontato in 10 per 60 minuti a causa dell'espulsione di Leverbe, ma Valoti su rigore riesce a pareggiare quando anche i gialloblù sono con l'uomo in meno. Ecco però che al 95', su un'azione dalla destra partita da Begic, il Parma va in gol con Colak. Anche il gol preso dalle fasce sarà una costante. Come i palloni persi. Anche contro il Cosenza all'ottava giornata il Pisa resta in 10 nel primo tempo per il doppio giallo a Barbieri e anche in questo caso quando è già sotto di una rete come contro il Parma. In pieno recupero, però, rimedia Masucci. Sembra fatta ma da palla inattiva ecco la dormita generale che porta al 2-1 di Mazzocchi, libero di staccare di testa nel cuore dell’area di rigore nerazzurra. Nel recupero della prima giornata il Pisa sta cercando di trovare il gol vittoria contro il Lecco ma da un contrasto perso arriva il contropiede che porta al gol partita di Tordini su passaggio dalla destra. È il terzo 2-1 nel recupero. Il quarto è quello di sabato scorso con il Venezia. Azione simile a tante altre: cross da destra, dove Beruatto non chiude, di Busio e in area il nuovo entrato Hermannsson è distratto in marcatura. L’azione, inoltre, nasce da una palla persa di Marin. Dinamiche simili, epilogo identico. Stavolta griffato dalla rovesciata di Olivieri. Spettacolare, certo, ma arrivata anche per carenze già evidenziate più volte. In pratica 4 delle 5 sconfitte casalinghe del Pisa, l'altra è quella per 3-2 con lo Spezia, arrivano tutte in questo modo. Da 1 a 5 perse c'è una bella differenza. Alle sconfitte a fil di sirena va aggiunto il 3-2 di Parma. Tutti esultano per il pari nel recupero di Canestrelli poi la beffa: altra palla persa e cross, stavolta da sinistra, che porta al gol partita di Delprato. Complice l'errore di Nicolas che non trattiene la palla sul centro di Partipilo.
I gol ininfluenti
Solo due i gol che non pesano nei minuti di recupero. Quello del 2-0 a Modena, segnato dall'ex Strizzolo, con il Pisa che anche in quel caso ha giocato circa un'ora in dieci per il rosso diretto ad Hermannsson. Un provvedimento arrivato via Var come contro il Parma. Poi è ininfluente il gol preso al 93' da Magrassi nella gara vinta 2-1 sul Cittadella. In quel caso, però, il Pisa rischia di prendere gol anche 30 secondi più tardi e si salva solo perché Pittarello ha calciato centralmente su Nicolas. Una gara, anche se alla fine faticosamete vinta, che avvalora la tesi che il Pisa manca nella tenuta finale. A livello fisico, ma soprattutto nervoso. Gara dominata per più di ottanta minuti, quella, poi dopo un palo di Vita a 7 minuti dalla fine la squadra non è più uscita dalla propria metà campo.
Caso simile
Non arriva dopo il novantesimo ma è altrettanto beffardo quello che è successo alla quinta giornata contro il Bari in casa. Il Pisa è in controllo dopo il vantaggio ottenuto in avvio da Beruatto, poi a quattro minuti dalla fine il patatrac. Un pallone che non viene allontanato, Dorval che prende spazio sulla destra e mette al centro per il diciottenne Akpa Chuckwu che anticipa Leverbe e segna l'1-1. Due punti gettati al vento. Quella con il Bari è la prima volta in cui la squadra non tiene il vantaggio iniziale. Capiterà anche contro Venezia in trasferta, da 0-1 a 2-1 per i veneti, Brescia in casa e Ternana in trasferta. In questi due casi da vincere 1-0 a pareggiare 1-1. Tre le rimonte fatte che hanno portato ai pareggi con Como, Reggiana e Cosenza.
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