Il Tirreno

Pisa

Pisa Il piatto continua a piangere nelle sfide con le prime della classe

di Andrea Chiavacci
Pisa Il piatto continua a piangere nelle sfide con le prime della classe

La beffa del Tardini ultimo pesante episodio di una serie sfortunata e indicativa I nerazzurri mai davvero sottomessi ma spesso rimasti con un pugno di mosche

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PISA. Entro metà marzo il Pisa affronterà quattro squadre in zona playoff nelle prossime sei partite prima della sosta per le Nazionali. Partite in cui sarà tracciato in maniera più marcata il confine tra le ambizioni di poter agganciare il treno degli spareggi-promozione, ora distante 4 punti, e la paura di non farsi risucchiare nella palude playout (+5 il vantaggio).

Tour de force

Il momento della verità per Aquilani e la squadra inizia con due gare casalinghe. La prima sabato con il Venezia alle 16.15, la seconda contro il Modena nel turno infrasettimanale di martedì prossimo, ore 20.30, poi la trasferta storicamente stregata di Cittadella contro una squadra ancora dentro i playoff, 7ª con 36 punti, ma reduce da 5 sconfitte di fila. Il 16 marzo c'è la trasferta di Como contro una compagine che punta ad andare direttamente in A. Proprio come il Venezia. Contro i lagunari all'andata arrivò una sconfitta per 2-1 ma ci fu partita per tutti i novanta minuti.

Alla pari ma pochi punti

Dopo la bella prestazione di Parma resta la consapevolezza che contro le grandi il Pisa se la gioca alla pari ma quasi sempre torna a casa con un pugno di mosche. In 9 incontri con le prime 8 della classifica, infatti, il Pisa ha raccolto appena 5 punti. Una sola vittoria. Quella all'Arena con il Cittadella dove dopo una gara dominata i nerazzurri presero gol nel recupero da Magrassi e rischiarono anche di essere beffati a pochi istanti dalla fine. Una costante di questo campionato quella prendere gol nel recupero. Ben 6, di cui 4 con le prime. Ma in quel caso andò bene. Nei due incroci con il Parma il Pisa ha invece buttato via due punti ormai in tasca proprio all'ultimo istante. Sia sabato scorso (dopo che Canestrelli aveva rimediato già nei minuti di recupero) con il 3-2 di Delprato, sia all'andata con il 2-1 beffardo di Colak. Non può essere un caso che la squadra spesso si butti via sul più bello. È successo anche a Palermo quando , dopo un ottimo primo tempo, si trovava addirittura sotto di due gol. Dopo l'intervallo rimonta con Marin e Valoti e poi resta in dieci per il rosso evitabile da parte dello stesso centrocampista romeno. Poi, come a Parma, Nicolas la combina grossa, stavolta molto prima del recupero, e finisce 3-2 per i rosanero (è dura rimontare con l'uomo in meno). Anche per quella partita i rimpianti sono enormi. Contro Como e Cremonese sono arrivati due pareggi, entrambi in casa, conquistati comunque con un atteggiamento non certo rinunciatario nonostante i soliti alti e bassi.

Dove migliorare

Le uniche sconfitte con due gol di scarto contro le prime otto sono arrivate a Modena e Catanzaro. Nel primo caso ci fu poco da fare ma soprattutto perché prima della mezz'ora la squadra, già sotto di un gol ed era rimasta in dieci per il rosso diretto ad Hermannsson (stessa dinamica della gara all'Arena con il Parma). Il Pisa non riuscì mai ad essere pericoloso anche se il Modena trovò il raddoppio solo nei minuti di recupero. Diverso il ko di Catanzaro, quando dopo un primo tempo giocato alla pari la squadra subì l'ennesimo gol da un cross dalla fascia sinistra. Poi la sfortunata autorete di Marin, su un’altra azione di Katseris (che ora gioca in Francia al Lorient) a destra, mise definitivamente ko i nerazzurri che stavano premendo. Insomma, il Pisa con le big se la gioca sempre a viso aperto ma per fare cassa, ovvero punti, bisogna evitare i soliti difetti. In primis le espulsioni: 3 finora contro avversarie di prima fascia, poi non si possono mandare troppo facilmente al cross gli avversari. A Parma è accaduto tre volte, dieci in totale. Non è cosa da poco subire 16 dei 31 gol totali nelle 9 sfide giocate fin qui con le big in 25 partite totali. Segno che come la squadra si distrae viene punita da chi ha maggiore qualità. Ma la cosa più importante è la gestione del finale di gara, a livello tecnico e nervoso, e anche del possesso palla.


 

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