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Calcio: Serie B

Pisa, l’antidoto di Aquilani per bloccare la capolista: valuta la conferma della difesa a tre

di David Biuzzi
Pisa, l’antidoto di Aquilani per bloccare la capolista: valuta la conferma della difesa a tre

Ci sono anche Beruatto e Calabresi tra i candidati per un posto

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Pisa Primo posto in classifica con 51 punti, miglior attacco della compagnia con 45 cartellini (marcatori) già timbrati, maggior numero di vittorie con 15 ottenute in 24 tappe di campionato. Bastano, e avanzano, questi dati per capire che domani pomeriggio (ore 14) al Tardini il Pisa avrà un compito arduo, maledettamente arduo. Già, ma come affrontarlo?

Difficile rispondere alla domanda delle domande. Un po’ per il valore dell’avversario, molto perché come al solito Alberto Aquilani sta cercando l’antidoto nel chiuso del suo laboratorio. Cioè tra San Piero e Grado e all’Arena, ma comunque sempre lontano da occhi indiscreti. Si va un po’ alla cieca, insomma, con almeno un paio di indizi che però sembrerebbero portare verso la possibile conferme della difesa a 3 rispolverata, con successo, nell’ultimo match contro la Sampdoria. Il primo, di indizi, è appunto il valore del Parma e il suo 4-2-3-1 in cui i pericoli (per gli altri) arrivano sia dagli esterni (da Man e Mihala passando per Benedyczak) che dal centro (Bonny più che Colak o Charpentier ma anche, un passo dietro come posizione sul campo, Som e Bernabé); il secondo, invece, è che proprio nel match ai blucerchiati la retroguardia nerazzurra ha concesso solo briciole. E ancora meno nel primo tempo, quando appunto la linea era a 3 con (da destra) Hermannsson, Caracciolo e Canestrelli.

Accorgimento non di poco conto per chi, ed è proprio il caso del Pisa, gioca con esterni spiccatamente orientati alla fase offensiva come Barbieri, che proprio nell’ultimo turno ha trovato il suo primo gol stagionale e in B, ed Esteves, ormai inquilino stabile della corsia mancina. Stavolta, poi, il tecnico ha anche a disposizione delle varianti. Rispetto a otto giorni fa, cioè, torna a disposizione Calabresi (squalifica scontata) e c’è Beruatto che ha una settimana in più di lavoro nelle gambe e potrebbe essere pronto al rientro. Giocatori non banali, entrambi. Perché in grado di giostrare sia sugli esterni (rispettivamente a destra e a sinistra) ma anche agire da centrali laterali. Ovvero nel ruolo che in gergo (tecnico) vengono definiti i “braccetti”.

La conferma della difesa a 3, insomma, può essere la risposta. Ma attenzione, per fare la prova, come insegna Agatha Christie, manca comunque il terzo indizio. Soprattutto manca la scelta di Aquilani, che poi è la sentenza vera e propria, e al di là del modulo scelto e di quanti difensori ci saranno ai nastri di partenza, a poter fare davvero la differenza sarà l’interpretazione, l’atteggiamento. Con la fase di non possesso in cui servirà l’apporto di tutti e sbagliare il meno possibile. l

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