Il Tirreno

Pisa

L’analisi

Con il campionato non si scherza: Pisa comincia il mese della verità

di David Biuzzi
I nerazzurri dopo il gol del pareggio (purtroppo solo momentaneo) firmato sabato scorso da Ernesto Torregrossa su calcio di rigore nel match poi perso con lo Spezia
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I nerazzurri dopo il gol del pareggio (purtroppo solo momentaneo) firmato sabato scorso da Ernesto Torregrossa su calcio di rigore nel match poi perso con lo Spezia

Dopo aver fallito ancora il decollo le cinque giornate di febbraio saranno decisive. Tante le insidie ma avere una trasferta in più può non rappresentare un problema

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PISA. C’è poco da scherzare con la Serie B. Lo insegna la storia di un campionato che da sempre (e non a caso) è considerato il più pazzo e imprevedibile. E anche quella recente, compresa l’ultima edizione, lo confermano: chi, all’inizio del torneo 2022/2023 avrebbe scommesso sulla retrocessione di Brescia (poi cancellata dal crac della Reggina), Spal e Benevento? La sorprese, insomma, sono all’ordine del giorno e quelle brutte sempre in agguato. Anche per chi, come il Pisa attuale, sembra entrarci poco, molto poco, con certi discorsi e certi pericoli.

Il mese di febbraio, però, si apre con uno scenario che merita attenzione: nerazzurri al 13° posto in classifica con 26 punti come la Samp, che però sul campo ne ha fatti 28 ed è penalizzata di 2 per i guai della vecchia gestione, a +4 dalla zona playout, oggi lo spareggio salvezza riguarda Ternana (21 punti) e Ascoli (22), e -5 dall’ultimo posto utile per accedere al turno infrasettimanale dei playoff (l’8°, oggi occupato dal Modena a quota 31). Non una situazione da allarme rosso, insomma, il (quasi) sistematico fallimento di ogni occasione buona per compiere il definitivo salto di qualità induce e deve indurre alla prudenza.

A nche perché proprio febbraio, il mese appena iniziato, presenta un programmino niente male: 5 sfide da consumare in 25 giorni (con turno infrasettimanale in coda) e un calendario che per la truppa di Alberto Aquilani proprio agevole non è. Almeno sulla carta. Che conta zero di fronte al campo, ma che qualche indicazione la regala pure. Ad esempio, delle 5 sfide da consumare, 3 sono all’Arena. Un vantaggio? Macché. Finora, infatti, quello di casa per i nerazzurri è stato un terreno amico solo per definizione: 11 punti in 11 apparizioni con score di 2 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. Una media (facile facile: 1 punto a partita) più vicina all’incubo che al sogno. Vanno meglio le cose in trasferta, dove sono arrivate 4 vittorie, 3 pareggi e altrettante sconfitte. Qui i punti sono stati 15 , sempre spalmati in 11 gare, con la media di 1,36 (quella generale diventa dunque di 1,18). Solo che i due soli viaggi previsti per il mese più corto dell’anno non solo esattamente dei più comodi: sabato a Cosenza e il 17 a casa Corrado, cioè a Parma dove presidente (Giuseppe) e famiglia risiedono proprio a pochi passi dallo stadio intitolato a Ennio Tardini (ex presidente gialloblù che dette avvio alla costruzione).

Un mese difficile, insomma, con scontri con le prime della classe (Parma e Venezia), una nobile decaduta come la Samp e due possili diretti concorrenti per gli spareggi come Cosenza e Modena. Esami complicati che il Pisa non può permettersi di fallire, pena uscirne davvero con le ossa rotta. Testa bassa e pedalare, insomma, con il dovere assoluto di superare quella sindrome della copertta corta che finora ha pesato molto. Serve e servirà più equilibrio tra le due fasi, insomma, senza per forza dover fare le cose migliori solo quando quella della disperazione diventa l’unica carta da giocare come è accaduto nella rimonta riuscita con la Reggiana e in quella fallita con lo Spezia.


 

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