Gioco
La carta Esteves, col “tuttocampista” il Pisa ha pescato il suo jolly
Prima terzino e pure esterno alto ora gioca anche a centrocampo
PISA. Ci sono calciatori e calciatori. Quelli che fanno la differenza sono tanti e si dividono in almeno tre categorie: c’è chi ci riesce con il gol che segna o fa segnare, chi battendosi e sbattendosi ma anche chi risolve i problemi con la versatilità. È il caso, quest’ultimo, di Tomás do Lago Pontes Esteves, il jolly del Pisa di Alberto Aquilani.
Già, perché definire difensore o terzino Il ragazzo di Arcos de Valdevez, città portoghese (poco meno di 25.000 abitanti) dove è nato il 3 aprile del 2002, ormai non basta più. È decisamente riduttivo. Nella sua seconda esperienza in nerazzurro dopo le 23 presenze della scorsa stagione, infatti, l’ex del Porto si sta definitivamente trasformando in una sorta di tuttocampista. Gioca a destra, sul suo piede forte, gioca a sinistra (ora che Beruatto ai box), gioca sulla linea dei difensori o su quell dei centrocampisti. Con l’ex allenatore della Primavera della Fiorentina, però, sta aggiungendo un altro ruolo: centrocampista centrale.
Ha iniziato accentrandosi, dalla fascia, in fase di costruzione dell’azione, ma sabato scorso con la Reggiana lo ha fatto proprio piazzandosi al fianco di Marin (in pratica rimpiazzando il sostituito Nagy) in mediana nel 3-4-2-1 disegnato dai nerazzurri nella ripresa. E lo ha fatto bene. Garantendo spinta e qualità e contribuendo all’ottima ripresa e alla rimonta del Pisa. Col ritorno nei ranghi di Veloso probabilmente ora tornerà nella retroguardia, ma il concetto non cambia: su Esteves si può sempre contare.
Anche in avanti, visto il gol segnato nel successo conquistato col Cittadella. In generale il portoghese in questa stagione ha già collezionato 15 presenze, di cui 13 da titolare, mentre sono 1.148 i minuti consumati sul campo. Oltre alla già citata rete ha collezionato anche 1 assist e 4 ammonizioni (ora è in diffida) entrando in molte azioni pericolose. Un’autentica arma in più, insomma. Con le sue discese, sistematicamente condite da slalom sugli avversari (almeno il primo lo salta sempre, ma spesso pure il secondo) in grado di spaccare le difese avversarie e dunque le partite.
E, attenzione, chi lo osserva con attenzione tutti i giorni, cioè Aquilani, dice che non è finita qui: «Tomas deve migliorare su tutto se vuole diventare un giocatore di categoria superiore – ha spiegato al termine della sfida con la Reggiana – deve crescere nell’attitudine difensiva, ha ancora grandi margini. È un vero talento».
Riprendendolo a titolo definitivo la scorsa estate dal Porto per 1 milione (più percentuale su un futura rivendita) dopo che il prestito era scaduto, insomma, il Pisa ha fatto un affare. Sotto il profilo tecnico e non solo. Esteves, infatti, ha già tanti estimatori, anche al piano superiore.
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