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Calcio: Serie B

Pisa, con la Reggiana una partita a metà, in campo e anche fuori: salvati dallo Squalo

di David Biuzzi
Pisa, con la Reggiana una partita a metà, in campo e anche fuori: salvati dallo Squalo

Non è una banda di scappati di casa, quella di Aquilani. Ha idee, il coraggio di provarci e anche lo spirito di chi non vuole perdere. Non caso inaugura l’anno solare con una doppia rimonta

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Pisa Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale. È una delle lezioni lasciare dal teologo Karl Barth, pastore riformato svizzero, solo che il Pisa non lo ha ancora deciso, il suo finale. O meglio, ha chiaro in testa dove vorrebbe arrivare, il più in alto possibile, ma non come riuscirci.

E, infatti, il pareggio interno contro la Reggiana, attesa prima uscita del 2024, non è stato troppo diverse dalle ultime (e, purtroppo, dalla molte) del 2023. Ovvero un “vorrei ma non posso”, con ombre e luci che si rincorrono lasciando alla fine la sensazione che ormai è una fedele compagna di viaggio diversi mesi: la squadra è in mezzo a un guado. Non è una banda di scappati di casa, quella di Aquilani. Ha idee, il coraggio di provarci e anche lo spirito di chi non vuole perdere. Non caso inaugura l’anno solare con una doppia rimonta. Ma ha anche limiti che non riesce a superare, perché di fatto inizia il girone di ritorno con un’altra partita a metà. O almeno dai due volti. Con un primo tempo opaco e sofferto e una ripresa arrembante. Quello che manca, però, è la continuità. Anche nell’arco di una stessa gara. Certo schierare un potenziale offensivo spaventoso (per gli altri) ha aiutato con l’ultima freccia messa nell’arco, Bonfanti, e la stella tra le stelle, Torregrossa, che hanno costruito un pari comunque già sfiorato e meritato. Come di sicuro ha aiutato quel gol annullato alla Reggiana a fine primo tempo, sarebbe stato il momentaneo e pesantissimo 1-3, forse in maniera non del tutto cristallina. Cristallino, però, non è stato neanche il raddoppio degli emiliani, con il fuorigioco di Sampirisi che proprio non influente sulla dinamica dell’azione non era. Pari anche in questo caso, insomma. E la conclusione, dunque, resta la stessa. Cioè che il Pisa può e deve fare di più.

Allargando la visuale, poi, non è che le cose vadano molto meglio. I problemi di accesso all’Arena, infatti, non sono stati risolti e la Curva Nord che si riempie a rilento con il cuore del tifo nerazurro che, di fatto, inizia a pulsare solo nella ripresa è certamente un problema. Evidente, infatti, è stato il diverso atteggiamento dei giocatori in campo tra primo e secondo tempo. E se spirito e voglia non sono mai mancati, è chiaro che la spinta della gente è stata quell’arma in più che ha permesso di prendere d’assalto un avversario che nei primi 45 minuti aveva dato l’impressione di averne di più sotto tutti i punti di vista. Tecnico, tattico e anche fisico. In questo momento la squadra non è abbastanza forte e consolidata per camminare da sola. Ha bisogno dell’appoggio costante e incessante dei suoi tifosi per superare i problemi e scrivere davvero quel finale che tutti vorrebbero.l

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