Gioco
Di Petrillo «Aquilani mi convince La squadra creda nel suo gioco»
Il pisano (ex allenatore del Legia Varsavia) segue con attenzione il collega
PISA. I nerazzurri si lasciano alle spalle un girone d’andata non semplice e ora stanno cercando, attraverso il mercato di gennaio, di risalire la china in classifica dall’attuale tredicesimo posto. Abbiamo parlato del momento dei nerazzurri con un allenatore che negli ultimi anni ha avuto incarichi all’estero come il pisano Alessio Di Petrillo, reduce anche da un’esperienza ai Mondiali in Qatar del 2022 come vice allenatore della Polonia.
Di Petrillo, lei che in passato ha anche allenato la Primavera del Pisa, come giudica il girone di andata dei nerazzurri e l’impatto di Alberto Aquilani?
«Sono riuscito a seguire alcune partite dei nerazzurri e devo dire che in estate, sia in Coppa Italia a Frosinone sia al debutto vincente in casa della Sampdoria, la squadra mi aveva fatto una grande impressione. Quelle due prestazioni lasciavano intravedere qualcosa di bello e c’era la sensazione che i concetti di Aquilani fossero già stati assimilati».
Poi cosa è successo secondo lei?
«Da esterno penso che gli infortuni abbiano inciso in maniera fondamentale, oltre a qualche episodio sfortunato, sul percorso di crescita. Perdere subito due esterni come Matteo Tramoni prima e D’Alessandro poi ha inciso negativamente. Sono due giocatori che sono mancati alla filosofia di gioco di Aquilani. A me piace la sua mentalità e lo seguo con interesse: penso possa far bene».
Manca sempre un po’ di pazienza nel calcio?
«In questo caso la società è stata brava andando un po’ in controtendenza. Nel momento di difficoltà e quando non arrivano i risultati paga sempre l’allenatore. Invece il club ha tenuto la barra dritta dando fiducia a un tecnico alla prima esperienza in B. Quando si sposa un progetto in prospettiva e si cambia totalmente il modo di intendere calcio rispetto al recente passato è normale che si debbano superare anche momenti difficili».
Ci sono margini per essere ottimisti?
«Secondo me sì, contro Ascoli e Ternana la squadra doveva fare punti e ne ha fatti quattro su sei. Non poco. Aquilani ha cambiato anche qualcosa senza snaturare il suo gioco. Soprattutto a Terni la squadra ha giocato molto bene. Ora la cosa fondamentale è che il gruppo continui a seguire con entusiasmo quello che propone l’allenatore».
Quanto può incidere il mercato appena iniziato?
«Sicuramente il Pisa dovrà rinforzarsi con acquisti di peso per la categoria. Cambiare tanto per farlo può portare più svantaggi che vantaggi. Numeri alla mano serve qualcuno che faccia gol. Torregrossa purtroppo lo abbiamo visto troppo poco. Secondo me per il gioco di Aquilani potrebbe essere utile anche un esterno in grado di fare strappi decisivi».
Un giocatore che la sta impressionando favorevolmente?
«Esteves, con il portoghese il Pisa ha fatto un ottimo affare».
Lei che ha esperienza all’estero può dare qualche consiglio?
«Inutile fare nomi. In Polonia e in altre realtà in crescita ci sono tanti giocatori importanti che possono già far bene anche in Italia. Ho avuto la fortuna di fare le coppe europee con il Legia Varsavia e mi sento di dire che il gap con il calcio italiano non è più quello di una volta. Al Legia avevamo giocatori di 16 nazionalità diverse e le strutture sono davvero all’avanguardia, a cominciare dal centro sportivo in cui ci allenavamo. È un po’ la filosofia che sta cercando di costruire il Pisa».
Ora cosa sta facendo Alessio Di Petrillo?
«Ho avuto offerte concrete all’estero, ma le ho rifiutate. Mi sto guardando intorno e mi sto aggiornando a livello professionale. Sto anche imparando nuove lingue».
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