Il Tirreno

Pisa

Serie B: l’intervista

La versione di Stellone: «Il Pisa non deve perdere la testa, ha le carte in regola per risalire»

di Andrea Chiavacci
il tecnico Roberto Stellone
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il tecnico Roberto Stellone

L’analisi del tecnico sul cammino del team di Aquilani: «Fondamentale non dare seguito a periodi troppo negativi. C'è il rischio che con un'altra sconfitta subentri la paura e di entrare definitivamente in crisi»

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PISA. Roberto Stellone è un allenatore che ha vissuto la Serie B sia da protagonista nei piani alti sia in situazioni più complicate. Una promozione in A da debuttante con il Frosinone nel 2014/2015, dopo il salto dalla C nella stagione precedente, frutto di una programmazione di alcuni anni; una finale playoff per la A persa con il Palermo nel 2018, proprio contro il Frosinone; esperienze, tra alti e bassi, anche con Bari, Reggina e Benevento. Il tecnico romano, ora in attesa di una nuova chiamata, si sofferma anche sul momento del Pisa a pochi giorni da due gare delicate come quelle con Ascoli e Ternana.

Si aspettava una partenza così difficile da parte del Pisa?

«Il campionato di B è difficile. Ogni anno partono almeno dieci squadre per lottare per i primi posti e in A passano in tre. C'è il rischio che anche squadre importanti si trovino quindi invischiate nelle zone calde della classifica. In questo momento è così per il Pisa ma anche per lo Spezia e lo è stato anche per la Sampdoria. Si spende molto e non è facile stare in cima. Personalmente penso che il Pisa, al di là della classifica attuale, possa ambire a posizioni importanti. Non dico per i primissimi posti, secondo me Parma, Venezia e Cremonese hanno qualcosa in più delle altre, ma almeno un piazzamento playoff è alla portata dei nerazzurri».

Quindi risalire è possibile?

«Il Pisa ha un organico importante e anche un allenatore molto valido come Alberto Aquilani. In questo momento serve anche un po' di pazienza e un pizzico di tempo in più per portare avanti un progetto nuovo. Tirando le somme ritengo che ci siano tutte le carte in regola per risalire la china e tirarsi fuori da questa situazione».

Lei ha vinto un campionato da debuttante in B: esiste un segreto particolare?

«Per fare bene bisogna che tutto si incastri alla perfezione. Ad esempio quando ho vinto il campionato di B da debuttante con il Frosinone venivamo da due stagioni in C e da un playoff vinto. Aquilani, invece, è al primo anno a Pisa. Quello che è accaduto a Frosinone è un po' quello che sta accadendo al Catanzaro. C'è entusiasmo per un campionato vinto in C, la testa libera e un gioco propositivo e spensierato».

Intanto quelli con Ascoli e Ternana sono due scontri salvezza per il Pisa: cosa serve in queste due gare ai nerazzurri?

« La classifica al momento dice questo. Per i nerazzurri è importante fare più punti possibile. Per il morale e per far scattare una molla di positività è importante anche non perdere. In Serie B è fondamentale non dare seguito a periodi troppo negativi. C'è il rischio che con un'altra sconfitta subentri la paura e di entrare definitivamente in crisi. Sono partite difficilissime, in cui sarà importante usare, oltre al fioretto, anche la sciabola. A volte basta poco per cambiare le cose. Alla Reggina, due anni fa, dopo una vittoria con il Crotone in uno scontro diretto, abbiamo fatto una serie di risultati importanti uscendo da una situazione complicata piuttosto bene».

Il mercato di gennaio sarà decisivo?

«Lo sarà più per le squadre che sono partite peggio. Come lo Spezia o anche lo stesso Pisa, rispetto a chi sta andando più forte».

Lei conosce bene Gaetano Masucci, la sorprende vederlo ancora in gol a 39 anni?

«Per niente. Con Gaetano abbiamo giocato insieme a Frosinone ed è stato anche un mio giocatore quando siamo andati in A. Ha dato un contributo importante prima di passare a gennaio alla Virtus Entella. È un vero leader e in momenti difficili servono calciatori come lui, pur giocando poco, per il peso specifico che ricopre all'interno del gruppo».


 

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