Dalla speranza alla preoccupazione. Il mese nero che ha affossato il Pisa
Rendimento crollato dopo la sosta e ora alle porte ci sono due sfide delicate
PISA. Due partite per rimediare quello che finora è un mese da incubo, peraltro l’ultimo di un anno solare, il 2023, che per il Pisa ha avuto molto più ombre che luci. La società ha rinnovato la fiducia al tecnico Alberto Aquilani ma adesso anche lui e la squadra si giocano molto in queste due partite contro Ascoli e Ternana, 23 e 26 dicembre. Servono punti per allungare sulla zona pericolo. Adesso fin troppo vicina. E sarà necessario in primis tornare ad espugnare l'Arena Garibaldi-Anconetani. Dove negli ultimi 12 mesi i Pinerazzurri hanno vinto appena 3 partite su 18, 1su 8 per Aquilani nell'illusorio 2-1 al Cittadella. Tutti sono sotto esame. E anche la società è comunque chiamata ad intervenire in maniera importante sul mercato di gennaio. Alle tante assenze per infortunio si può porre rimedio solo provando ad inserire giocatori importanti.
Sosta negativa
Dopo la terza sosta per le Nazionali il Pisa invece di trovare la svolta in positivo sta vivendo il peggior momento dall'inizio della stagione. E pensare che proprio da quella settimana internazionale di metà novembre i nerazzurri potevano vantare 3 giocatori qualificati all'europeo di Germania 2024 (Marin, Mlakar e Nagy) e uno ai playoff di marzo(Hermannsson).E soprattutto Aquilani ripartiva dal successo di Bolzano e da un recupero importante come quello di D'Alessandro.
Niente cambio di passo
Il tanto atteso cambio di passo invece non è arrivato. Anzi, c’è stato ma all’inverso, in retromarcia. La coperta è sempre troppo corta: quando la squadra sta attenta non riesce a pungere, vedi lo 0-0 con la Cremonese, quando gioca meglio e segna concede troppo. Proprio come a Palermo. In 4 partite, le ultime, il Pisa ha raccolto 2 punti, i pari interni con Brescia e Cremonese, con due pesanti sconfitte a Catanzaro e Palermo. Una media pessima da 0,5 a partita. La zona playoff che dopo la vittoria con il SudTirol era lontana appena 3 punti e oggi distante 9 lunghezze. Ma i pensieri dei nerazzurri sono a quelle squadre che gli sono alle spalle. Il Pisa adesso ha un solo punto di vantaggio sulla zona playout.
Momento peggiore
Dopo la sosta di settembre la squadra aveva conquistato 6 punti in 5 partite (1,2 a partita) e dopo quella di ottobre 7 in 5 gare (media di 1,4). La migliore di questa tagione considerando anche i 3 punti nelle prime 3 partite grazie alla vittoria contro la Sampdoria. Quello di fine ottobre e inizio novembre è quindi l'unico slot tra una sosta e l'altra in cui il Pisa ha vinto 2 partite. Non consecutive ma almeno nel giro di 3 settimane. Dal 25 novembre ad oggi, invece, le speranze si sono trasformate in preoccupazione. Un mese da incubo, insomma.
Soliti difetti
In queste ultime 4 gare i nerazzurri hanno ha segnato 3 gol subendone 6. La metà a Palermo, dove però il Pisa ha giocato meglio del solito ed è stato penalizzato da episodi e decisioni arbitrali. Ma i difetti sono quelli tristemente noti. I pericoli arrivano spesso dai cross. Tutti i gol presi in questo ultimo periodo nascono dalle fasce, 5 dalla sinistra. In difficoltà anche i centrali, soprattutto Hermannsson, e il gol decisivo di Segre a Palermo è frutto di un errore di Nicolas. Che però ha salvato il Pisa in tante occasioni. Evidentemente, come ha ribadito Aquilani, la squadra non può concedersi una minima distrazione. Lezione da mettere in pratica contro Ascoli e Ternana, con la squadra attesa, sulla carta, da partite più "sporche".
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