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Cerotti e problemi ma il Pisa deve rialzarsi a Palermo

di Andrea Chiavacci
Il gruppo nerazzurro che rIsponde all’applauso dei tifosi
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Il gruppo nerazzurro che rIsponde all’applauso dei tifosi

Trasferta-trappola in un momento delicato Aquilani: «Capisco i tifosi, ci sbloccheremo»

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PISA. Tornare alla vittoria per allontanarsi dalla zona playout, ora ad appenaadi 2 punti, e per ritrovare un successo che manca da troppo tempo. Il Pisa, 18 punti in 16 giornate, sfida un Palermo ( ore 16.15 al Barbera) che non se la passa molto meglio. Anche i rosanero allenati da Eugenio Corini hanno perso contatto con le prime due posizioni, scivolando fino all'8° posto con 25 punti.

Avversario forte

Alberto Aquilani, comunque, deve risolvere prima di tutto i problemi di un Pisa che oggi dovrà fare a meno per infortunio anche di Barberis e Beruatto. Il tecnico romano è preoccupato più per i risultati che non arrivano rispetto al gioco e alla cattiveria agonistica, invocata dai tifosi, dei suoi: «Non vedo una squadra che non si applica e non si sacrifica – dice – i calciatori mi seguono sempre e questo mi dà fiducia. Ovviamente i risultati non mi soddisfanno e stiamo lavorando per invertire la rotta». Il tecnico romano si aspetta una risposta importante contro una big: «Affrontiamo una squadra forte. Il Palermo è partito con ambizioni e con i favori del pronostico. La rosa ha un potenziale di primissimo livello. Anche loro non stanno attraversando un grande momento ma come sempre parlerà il campo».

Comprensione per i tifosi

Si parla anche dello striscione firmato Curva Nord esposto giovedì a San Piero a Grado: «La delusione del tifoso la capisco benissimo. Posso garantire che io e i giocatori stiamo mettendo il massimo impegno. La Curva Nord e tutti i tifosi sono una parte fondamentale di questa piazza. Anche perché fanno sacrifici e ci seguono in trasferte lontane come a Catanzaro e a Palermo. Mi dispiace per questa situazione, mi dispiace che non sono entrati in casa contro la Cremonese. Dobbiamo riportare entusiasmo noi attraverso i risultati».

Fiducia avvertita

Ma in questo momento Aquilani si sente a rischio a poche ore dalla sfida di Palermo che può essere uno spartiacque? «È una partita importante perché veniamo da una sconfitta. Ci troviamo in una situazione che purtroppo abbiamo già vissuto in questa stagione. Per il resto posso dire che sono determinato al 100% e vedo una società che mi aiuta quotidianamente. Più di questo non posso chiedere. Penso a fare il mio lavoro al meglio. Nonostante i risultati negativi sono fiducioso perché vedo come si allenano i giocatori. E se non sentissi più la fiducia dei calciatori sarebbe un problema grosso, ma non ho il minimo sentore che questo possa accadere».

Il mercato

In questo momento delicato c'è poco tempo per pensare a gennaio. «Il mercato in questo momento non è una priorità. Ho le idee chiare su cosa serve alla squadra – aggiunge – ma ora dobbiamo pensare solo al Palermo. Il momento è difficile ma resto convinto, nonostante qui si veda tutto nero, che il Pisa possa far bene».

Sul campo

Aquilani si sofferma sul fatto che spesso la squadra prende gol dalle fasce su azione di ripartenza: «Io studio in che modo voglio vincere la partita, ma sono consapevole anche di come posso perderla. Quella di Catanzaro è stata una gara emblematica perché eravamo riusciti a schiacciare i calabresi nella propria metà campo. Purtroppo sapevamo che potevamo concedere qualcosa in contropiede. Ovviamente ci sono le marcature preventive, l’attenzione. Lavoriamo tanto su questo aspetto. Siamo consapevoli che questo può succedere ma c'è anche la bravura dell'avversario come nel caso di Katseris». Il tecnico nerazzurro però non baratta il suo credo calcistico. «Io voglio andare a Palermo per fare la partita, non mi voglio rinchiudere dietro. Se qualcuno mi garantisce che facendolo faccio 3 punti posso anche farlo. Ma questa garanzia non esiste. Questo è il mio modo di lavorare e di proporre calcio per cercare di migliorare questa squadra. Credo che manchi poco per iniziare a fare qualche gol in più e a subirne un po' meno – conclude Aquilani – e sono convinto che stiamo andando nella direzione giusta».


 

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