Il Tirreno

Pisa

Cani «Pisa, puoi svoltare Che ricordi all’Arena!»

di Antonio Scuglia
Cani «Pisa, puoi svoltare Che ricordi all’Arena!»

Il centravanti nei giorni scorsi è stato vicinissimo al Cenaia

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PISA. Edgar Cani di nuovo dalle nostre parti? C’è mancato davvero poco: nei giorni scorsi l’ex centravanti del Pisa di Gattuso ha avuto un contatto con il Cenaia in D, ma non è andato a buon fine. Un solo allenamento, su un campo disastrato per il maltempo, e le parti si sono salutate con un nulla di fatto. Altrimenti un po’ di tifo nerazzurro si sarebbe tinto di arancioverde. «Ma se n’è parlato sin troppo, è stato solo un contatto», dice il giocatore. 280 partite nella sua carriera di club a livello professionistico con 48 gol (8 nel Pisa), 16 presenze e 4 gol nella nazionale albanese, e ancora tanta voglia di giocare.

All’ombra della Torre il nome di Cani, classe 1989, è uno di quelli che fanno spuntare la lacrimuccia: a Pisa è stato solo due anni, ma ha lasciato il segno nella promozione in B del 2016. Indimenticabili le sue firme nelle vittorie con l’Ancona, l’Arezzo (doppietta) e soprattutto nella finale Pisa-Foggia, quando i rossoneri avevano pareggiato il 2-0 iniziale del Pisa (un gol di Varela su assist proprio di Cani) e volevano prendere il sopravvento: proprio l’albanese firmò il 3-2 che riportò il Pisa avanti prima del sigillo finale di Mannini. «Uno dei ricordi più belli della mia vita», racconta al Tirreno.

Cani, speravamo di rivederla almeno come tifoso se fosse tornato in zona...

«E invece il Pisa continuerò a vederlo in tv – sorride. – però in città vengo spesso, anche se abito a Milano la mia fidanzata è di Livorno».

Dopo il Pisa lei è tornato a girare: un anno di nuovo il Albania al Partizani Tirana e poi il ritorno da noi in C con Vibonese e Torres, poi la D con Aprilia e Legnano. E ora?

«Vediamo, c’è qualche interessamento e ho ancora voglia di giocare: la passione non mi manca e mi sento ancora giovane».

A Pisa non lascia qualche rimpianto?

«Tantissimi. Sarebbe stato bello rimanere. In nerazzurro stavo bene, la squadra era un ambiente bellissimo nonostante le difficoltà, la gente ci amava perché vedeva che ci mettevamo il cuore. Però dopo il cambio di proprietà le idee non sono state le stesse, ero in scadenza e non c’è stato il rinnovo».

Il ricordo più bello è la finale?

«Se parliamo dell’emozione di un momento sì, ma il ricordo più intenso per me è il percorso che abbiamo fatto. Partivamo davvero da zero, abbiamo creato uno spogliatoio e un groppo, abbiamo costruito un percorso condiviso giorno per giorno con i tifosi... un’esperienza indimenticabile. Credo di poter dire che indipendentemente dallo spessore tecnico c’era un’impronta umana che si vedeva e si percepiva anche da fuori».

Si sente ancora con qualche compagno?

«Sì, soprattutto con Montella, Polverini e Avodagri. È un po’ che non sento il mister, ma sono in contatto anche con lui».

E il Pisa come lo vede?

«Peccato per l’inizio un po’ difficile, ma so che Aquilani ha delle idee e sa lavorare bene e la squadra c’è. È chiaro che quando si cambia molto anche a livello di mentalità e organizzazione di gioco può volerci tempoper recepire le novità e tradurle bene in campo».

Cosa consiglierebbe?

«Niente consigli, dico solo in bocca al lupo. Basta poco per fare girare la stagione nella direzione giusta, ho visto delle belle capacità e sono sicuro che è possibile risalire la classifica».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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