La protesta
Venturato è sicuro. «Il Pisa ha tutto per stare ai vertici»
Pensieri, giudizi e idee dell’ex di Cittadella e Spal sulla squadra di Aquilani e sul campionato di Serie B
PISA. Protagonista col Cittadella, meno fortunato alla Spal. Comunque sia Roberto Venturato è uno di quegli allenatori, oggi alla finestra, che la Serie B la conosce benissimo. E, dall'alto della sua esperienza, il tecnico venuto dall’altra parte del mondo, è nato a Atherton, in Austrlia, nel 1963) parla del campionato di un Pisa che secondo lui può ambire a un posto al sole, come minimo ai playoff. Spareggi che lui è riuscito a conquistarsi per ben cinque volte di fila, perdendo anche due finali contro Verona e Venezia nel 2019 e nel 2021, con il suo Cittadella. Come detto, attualmente è fermo dopo l'esonero della passata stagione alla Spal ma resta un attento osservatore della B. Un tecnico che spesso ha fatto soffrire il Pisa, cinque vittorie e una sconfitta in sei partite, e che in passato è stato anche accostato alla panchina nerazzurra.
Mister Venturato, come giudica finora il campionato del Pisa?
«La squadra ha avuto qualche difficoltà in termini di risultati in questo inizio di stagione. La sensazione, però, è che ogni partita se la sia giocata quantomeno alla pari. Il risultato a volte è condizionato anche da piccoli dettagli. Mi sembra che nell'ultimo periodo, compreso la vittoria di Bolzano, ci sia stata una crescita da parte della squadra anche in termini di gioco. Secondo me ha margini di miglioramento importanti».
Non è un compito facile per un debuttante in B come Aquilani?
« L'esperienza sicuramente ti porta qualcosa in più ma credo che Aquilani, essendo stato un giocatore importante, possa far bene in un campionato difficile come questo. Il salto dalla Primavera della Fiorentina al Pisa in Serie B è piuttosto grande ma può mettere in pratica le sue idee e quello che ha sperimentato negli ultimi anni a livello di settore giovanile. Ovviamente se gli viene dato il tempo e il modo giusto per lavorare».
Dove può arrivare il Pisa?
«È una squadra che può giocarsi le sue chance. Ha una proprietà ambiziosa e che ha voglia di fare cose importanti. La possibilità di giocarsela fino in fondo credo ci siano tutte. Sicuramente la rosa è di fascia alta. Possono arrivare ai playoff ma anche ambire a qualcosa in più. Questa è una piazza che ha in testa la Serie A».
Il mercato di gennaio potrebbe cambiare le carte in tavola?
«Questo dipende dal giudizio di allenatore e società. A me, vedendola da fuori, sembra che la rosa sia completa così com'è. Magari devono essere un po' più fortunati. Qualche infortunio di troppo li sta penalizzando. Il ritorno di Torregrossa può fare la differenza in Serie B. E aver perso Matteo Tramoni non è una cosa da poco. È un ragazzo giovane e di grandissima qualità. Poteva essere l'anno della sua consacrazione e invece è stato molto sfortunato».
Nell'ultimo turno ci sono stati quattro esoneri, che idea si fatto?
«Gli allenatori sono sempre i primi a pagare. Anche nello scorso campionato è stato così. Viene concesso sempre meno tempo ai tecnici per poter sviluppare le proprie idee di calcio. Su questo, secondo me, deve esser fatta una riflessione importante. Il Como sicuramente ha fatto una scelta particolare esonerando Longo che stava ottenendo risultati importanti».
E affidando la squadra al tecnico della Primavera, Cesc Fabregas, che è stato un grande campione ma ha appena smesso di giocare...
«Sono situazioni che da un lato possono sembrare azzardate ma bisognerebbe conoscere bene le cose. Fare l'allenatore è un mestiere bello e complicato. Secondo me la gavetta è sempre giusto farla. Imparare a fare il mestiere è un valore che deve essere mantenuto anche nel mondo del calcio».
Il campionato ripartirà con Pisa-Brescia con Rolando Maran subito contro i nerazzurri: che partita si aspetta?
«Il Brescia ha grande voglia di rivalsa dopo cinque sconfitte di fila, il Pisa viene da una partita vinta fuori casa e con il morale alto. Mi aspetto una gran bella partita al di là della casualità che vede Maran debuttare proprio in casa della squadra da cui è stato esonerato un anno e due mesi fa. È un po' anche il bello del calcio».
Si aspettava di vedere subito in alto Parma e Venezia?
«Le prime della classe sono squadre che stanno confermando le aspettative. Parma e Venezia, ma anche Palermo e Cremonese che sono leggermente più indietro».
Chi la sta sorprendendo maggiormente?
«La sorpresa è sicuramente il Catanzaro. La squadra di Vivarini si sta confermando sia per il gioco che per la personalità dopo aver vinto il campionato di C in maniera esaltante nella passata stagione. Siamo sempre nella prima parte del campionato e c'è grande equilibrio e poca distanza tra la zona playoff e quella playout. Il calendario asimmetrico secondo me porterà anche a qualche sorpresa in più. E c'è ancora il mercato invernale che può cambiare gli equilibri».
Chi l'ha delusa finora?
«Mi aspettavo di più da Spezia e Sampdoria ma possono ancora risalire. Non è facile quando parti con queste difficoltà, ma le qualità non mancano ad entrambe».
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