Italia
Pisa cerca la svolta con il SudTirol. «Dovremo avere qualità e umiltà»
Il tecnico Aquilani indica la strada ai suoi e parla anche della situazione attuale. «Non sto ancora vedendo quello che voglio ma i cavalli si contano a fine corsa»
PISA. Nella città dove oltre settant'anni fa (era la primavera del 1953) Fausto Coppi spiccava il volo per vincere il suo quinto e ultimo Giro d'Italia, il Pisa prova a spiegare in alto le ali inseguendo una vittoria che manca da tre partite. Un successo a Bolzano contro il SudTirol di Bisoli può significare, oltre all'aggancio in classifica ai biancorossi (che comunque devono recuperare una partita) anche il rilancio dei nerazzurri e dello stesso Alberto Aquilani. Troppo pochi 13 punti in 12 partite anche se la società non ha mai messo in dubbio il tecnico.
I cavalli all'arrivo
Ma Aquilani si sente a rischio prima di questa sfida così importante? «Come no, mi sento a rischio fin dal primo giorno che sono qui – sottolinea l’allenatore – ma fa parte del mio lavoro. Quella di Bolzano la prendo come un'opportunità per vedere quello che voglio e che non sto ancora vedendo. Bisogna iniziare a portare gli episodi dalla parte nostra, per il resto la squadra mi sta seguendo e sta dando tutto. Sono convinto che questa sia la strada giusta per ottenere risultati importanti. Una strada difficile e piena di buche. Di solito vince chi è più bravo a restare in piedi. I cavalli si vedono all'arrivo, non all'inizio». Aquilani poi spiega che sente la fiducia della società: « Io mi sento bene, lavoro bene e ho una società che mi sta vicino quotidianamente e mi tutela. Una società che crede fortemente in questo progetto che ha voluto e che abbiamo sposato insieme. Da quel punto di vista non avverto nulla. Avverto solo il fastidio dei risultati che non mi piacciono, le prestazioni invece mi soddisfano».
Partita difficile
Dall'altra parte c'è un SudTirol che rispetto alla passata stagione è meno difensivista e sviluppa un gioco migliore. Segna di più, 16 reti fatte contro le 11 dei nerazzurri, ma concede qualcosa come la squadra di Aquilani. Infatti ha già subito 13 reti. «Ci attende una partita difficile e ci siamo preparati bene – spiega il tecnico romano – il SudTirol è una squadra impegnativa che sviluppa le proprie idee in base a un credo ben preciso. Differente dal nostro, però quello che fanno lo fanno bene. È una squadra che la scorsa stagione ha fatto un grandissimo campionato e per il momento si sta confermando nonostante le differenze. L'allenatore sta lì dalla passata stagione e gli ha dato un'identità ben cementata. Siamo consapevoli che dobbiamo andare a giocarcela con l'umiltà giusta e che in alcuni momenti ci sarà da battagliare. Noi proveremo a rispondere con la nostra qualità, ciò non vuol dire togliere il piede o perdere un contrasto». Poi Aquilani torna brevemente anche sul malcontento da parte dei tifosi. «Il pubblico va rispettato. Non c'è un clima favorevole e dobbiamo fare di tutto per far cambiare idea alla gente che è il valore aggiunto di questa squadra. Non c'è bisogno di tante parole ma dobbiamo iniziare a fare i fatti. A cominciare da questa partita». L’allenatore, però, crede nel carattere della sua squadra: «Cercando di essere più belli sul lato estetico c'è il rischio che poi ti rilassi troppo rispetto al ritmo della partita. Noi dobbiamo toglierci questo vizio, soprattutto con il SudTirol perché loro giocano molto sull'errore. Il carattere c'è, l'ho visto in tutte le partite».
Buone notizie
Novità positive arrivano dal fronte infermeria. Marco D'Alessandro sta accelerando i tempi di recupero dopo l'infortunio al collaterale del ginocchio sinistro, si è già allenato un paio di volte con la squadra e potrebbe esser convocato dopo la sosta. Aanche Caracciolo dovrebbe tornare ad allenarsi a fine mese.«D'Alessandro si è messo a disposizione e ha voluto forzare un po' i tempi. Non ha ancora la condizione per la gara e ha bisogno ancora di qualche giorno di allenamento. Non lo porterò a Bolzano». Ma oggi sarà di nuovo a disposizione Ernesto Torregrossa dopo i problemi al polpaccio. «È tra i convocati», conferma il tecnico.
Nessun dogma
Si parla anche di tattiche e di moduli visto che il tecnico nell'ultimo mese ha cambiato spesso. Sabato scorso è tornato 4-2-3-1 e poi è passato al 4-1-4-1. Accantonando il 3-4-2-1. «Non ho un modulo predefinito – dice – posso cambiarne anche 20 perché poi gli eventi della partita ti costringono a farlo. Alla base c'è un concetto chiaro indipendentemente se giochiamo a 4 o a 3 in difesa. Gli infortuni non ci hanno aiutato in questo. Ci siamo adeguati e adattati. La squadra mi dà diverse soluzioni e scelgo di partita in partita».
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