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Calcio: Serie B

Una vigilia di dubbi per il Pisa: Il recupero di Torregrossa e il modulo di gioco da adottare sono i principali nodi

di David Biuzzi
Una vigilia di dubbi per il Pisa: Il recupero di Torregrossa e il modulo di gioco da adottare sono i principali nodi

Da come saranno sciolti dipenderanno anche le altre scelte del tecnico Aquilani: nel corso delle ultime esibizioni ha sempre scelto il 3-4-2-1 ma negli ultimi giorni ha alternato modulo

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PISA. Secondo il filosofo Cartesio, uno dei padri del pensiero, il dubbio è l'inizio della conoscenza. E proprio il dubbio sembra il compagno di viaggio (non si sa quanto gradito) del tecnico nerazzurro Alberto Aquilani in vista della sfida di domani (ore 14) all’Arena contro il Como. Anzi, i dubbi. Perché sono più di uno e non per forza quello principale è legato a un giocatore rappresentativo e comunque maledettamente importante come Ernesto Torregrossa.

Il bomber

Data proprio la caratura del giocatore, uno che quando sta bene con la Serie B non c’entra un bel niente, è praticamente d’obbligo partite da lui. Sul quale, però, non ci sono certezze. O meglio, ormai è appurato (dagli esami clinici) che il problema muscolare che lo ha tenuto fuori a Venezia non è grave. E non è poco. Non abbastanza, però, per dire se domani ci sarà e come ci sarà. Ieri mattina, a San Piero, ha continuato nel lavoro personalizzato. Un allenamento differenziato che in alcuni momenti della seduta consuma insieme ai compagni e in altri da solo. L’impressione è che a questo punto molto dipenda proprio dalle sensazioni del giocatore (ma, certo, il meteo non aiuta). Decisione in extremis, dunque. Con il ritorno tra i convocati possibile, non il posto in campo dal via.

Il sistema

Come detto, però, non si tratta dell’unico nodo di non poco conto che il tecnico dovrà per forza sciogliere. L’altro, infatti, è il sistema di gioco. Nel corso delle ultime esibizioni Aquilani ha sempre scelto di far indossare il 3-4-2-1 ai suoi allievi ma soprattutto negli ultimi giorni, sempre sul campo di allenamento, avrebbe alternato spesso questo modulo con il 4-2-3-1 con cui aveva iniziato la stagione e che, peraltro, aveva prodotto anche un esordio vincente e convincente in casa della Sampdoria. I problemi contingenti, cioè i tanti infortuni capitato in corso d’opera, hanno poi impedito di dare continuità all’idea iniziale e consigliato anche un pizzico di prudenza in più. Ora però i numeri dicono che il problema principale da risolvere è quello del gol, perché il Pisa ne produce pochi e altrettanto pochi sono le conclusioni verso la porta avversaria davvero minacciose che produce in relazione al mole di gioco che esprime (un esempio su tutti: la gara interna col Lecco).

I singoli

Anche in questo caso è probabile che l’allenatore si prende tutto il tempo che ha per decidere come schierare i suoi. Anche perché, ovviamente, dalla scelta del modulo dipenderanno anche molte sui singoli. In ogni reparto, perché con il ritorno al recente passato Beruatto tornerebbe a fare il terzino sinistro, con Esteves a giocarsi il posto a destra con Barbieri e Calabresi. Ma il discorso, ovviamente, riguarda anche gli altri reparti. Con l’incognita Torregrossa a intricare ancora di più la matassa visto che Gliozzi probabilmente non è ancora pronto per giocare dal 1’ e che le altre opzioni, Moreo e Mlakar, nel ruolo di prima punta per ora hanno convinto il giusto. C’è sempre (e meno male che c’è) Masucci, è vero, ma anche lui potrebbe faticare di più giocando dal 1’. L’unica certezza, insomma, è che la sfida contro il Como è dietro l’angolo e che la vigilia è e sarà segnata dai dubbi.


 

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