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L'analisi

Pisa, la sfiga ci vede benissimo: reparto avanzato falcidiato

di David Biuzzi
Pisa, la sfiga ci vede benissimo: reparto avanzato falcidiato

I primi guai emersi in ritiro e il vento non è cambiato

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PISA. Il fondatore e leader degli Skiantos, Freak Antoni, lo ha riassunto in una frase: «La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo». Vero, soprattutto quando si tratta di prendere di mira il reparto avanzato del Pisa. Che il rendimento dell’attacco della truppa di Alberto Aquilani sia insoddisfacente, infatti, li dicono i numeri (10 gol fatti in 11 partite, -7 rispetto alla passata stagione) ma dietro c’è anche una situazione, quella degli infortunati, che non è un alibi (perché comunque si poteva e si doveva fare meglio) ma rappresenta comunque un’attenuante non generica ma robusta. Già perché in casa dei nerazzurri non sono mancati i problemi, dal luglio scorso, e tolto il caso di capitan Caracciolo hanno tutti riguardato attaccanti o comunque giocatori offensivi.
Il primo, in ordine di tempo, è stato Ettore Gliozzi. Con un ginocchio che ha iniziato a fare i capricci nel ritiro in Val Seriana e non ha più smesso. Tanto da doversi operare, a inizio settembre, dal professor Crhstian Frank per risolvere un problema alla cartilagine del ginocchio destro. Solo domenica scorsa, nella finale della sfida di Venezia, il ritorno in campo per una manciata di minuti. Stop pesante. E purtroppo solo il poco gradito antipasto di tutto ciò che sarebbe accaduto in seguito.
È stato poi Torregrossa, infatti, a fermarsi a fine pre-campionato per un problema muscolare che ha richiesto settimane e settimane di allenamenti calibrati. Tanto che, pure lui, di presenze ne ha messe insieme 4 (condite da 1 assist) rientrando col Cosenza e giocando 90 minuti solo col Cittadella (partita vinta, non a caso) per un totale di 223 minuti. Finita? Macché. Il torneo inizia con Matteo Tramoni subito protagonista e subito a segno. Ma nella stessa partita, a Genova con la Samp, si procura la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Anche lui operato, dal dottor Alberto Guardoli e stop di (almeno) 6 mesi.
E, purtroppo, non è finita. A metà settembre, infatti, è il turno di Marco D’Alessandro, fino ad allora uno dei più positivi e propositivi tra i giocatori d’attacco, che col Bari si procura una distrazione parziale del legamento collaterale laterale del ginocchio sinistro. Niente operazione, per lui, ma uno stop previsto di almeno un paio di mesi (se ne riparlerà, dunque, nella seconda metà di novembre). In più qualche acciacco che rallenta la crescita di Alessandro Arena, altro protagonista in avvio e pure lui a segno con la Samp, altri per Emanuele Vignato, arrivato (a fine mercato) già in ritardo di condizione, e Lisandru Tramoni. Un reparto decimato, insomma. E non sorprende (nè scandalizza) che Alberto Aquilani proprio là davanti debba ancora trovare la quadratura del cerchio. 
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