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Il Pisa a Venezia per riprendersi. «Serviranno orgoglio e coraggio»

di Andrea Chiavacci
Il Pisa a Venezia per riprendersi. «Serviranno orgoglio e coraggio»<br>

Trasferta complicata ma l’obiettivo è cancellare la beffa incassata con il Lecco Aquilani vuole andare a giocarsela: «Truppa veneta forte, ma lo siamo anche noi»

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PISA. Serviranno la potenza e l'agilità che di solito fanno la differenza nelle regate storiche tra quelle che un tempo erano due repubbliche marinare. A Venezia, fischio d'inizio ore 16.15, ci saranno circa 600 tifosi (584) del Pisa per cercare di spingere l’imbarcazione nerazzurra in acque meno tempestose di quelle di questo difficile inizio di stagione. Se il Cittadella aveva lanciato vento in poppa il veliero nerazzurro, il Lecco si è abbattuto come un ciclone sulla squadra di Alberto Aquilani nel recupero della prima giornata. In classifica al momento ci sono 6 punti di differenza, 18 a 12, in favore dei lagunari.

Reazione d'orgoglio

Ma oggi ci sono nuove acque da affrontare. E per Aquilani, al netto del ko di martedì scorso, la rotta è quella giusta: «Mi aspetto una reazione di orgoglio contro una squadra forte come il Venezia. Il risultato con il Lecco ci ha penalizzato molto ma mi aspetto una continuità sotto il profilo della mentalità. La strada che abbiamo preso secondo me è quella per poter vincere più partite possibili». Rispetto ma nessun timore per una squadra candidata a fare un campionato di vertice. «La mentalità deve essere quella di andare a Venezia e fare una partita importante – continua il tecnico – devi metterti alla pari, se non di più, con loro. Ed è essere non dico presuntuoso ma coraggioso. Abbiamo analizzato il Venezia e capito che è una squadra di livello molto alto. L'allenatore è bravo e ha portato una certa identità e mentalità alla squadra. Hanno giocatori forti, qualcuno di categoria superiore».

Schiavi del risultato

Il tecnico però crede nella sua squadra: «Sono assolutamente convinto che la nostra è una squadra forte. Dobbiamo essere consapevoli che possiamo giocarcela con tutti. Rispetto a qualche settimana fa vedo tutto quello che voglio vedere. Nonostante tanti infortunati, nonostante gli episodi e nonostante tutto quello che ci è successo in questi tre mesi. Vedo che la squadra comincia a credere fortemente in qualcosa, in quello che sta facendo. Purtroppo siamo figli e schiavi del risultato. Per questo motivo accettiamo tutto e andiamo avanti».

Dove migliorare

Aquilani torna anche sulla gara persa con il Lecco in cui ha visto anche cose positive. «La sconfitta con il Lecco ci ha devastato perché la partita non ha detto quello. Il risultato rischia di farti cambiare strada. Il risultato non ci soddisfa è inutile girarci intorno. Si diceva che tiravamo poco ma con il Lecco abbiamo fatto 24 tiri. Però bisogna segnare di più. Ci tirano solo quattro volte in porta e noi non dobbiamo prendere due gol. Dobbiamo essere più cattivi nelle due aree di rigore. Nella nostra e in quella avversaria. Il gol contro il Lecco è stato preso dopo tre contrasti persi e un rinvio del portiere con la difesa piazzata, poi quando loro allargano sulla destra siamo già uno contro tre. Non eravamo all'arrembaggio in quel momento». Aquilani finora ha schierato dieci formazioni diverse più per necessità che per scelta. «Ogni giorno ne perdiamo uno dall'estate a oggi. Diventa impossibile dare continuità alla formazione – sottolinea il tecnico – che poi è anche vero che con tanti impegni ravvicinati avrei cambiato comunque. Quando hai bisogno di ruotare però diventa difficile se la rosa non è al completo». Infine il tecnico parla della consapevolezza di aver scelto un mestiere dove si è sempre in discussione dopo una battuta di Bobo Vieri sul fatto che non ha voluto fare l'allenatore perché un giorno sei incensato da tutti e il giorno dopo finisci sulla graticola. «Ho scelto di fare questo lavoro e sono consapevole delle difficoltà che ci sono soprattutto a livello professionistico. Sono consapevole di tutto. Che se perdi la colpa è dell'allenatore. Sono pronto a tutto. E' un lavoro che ti porta ad essere messo in discussione».

Riportare entusiasmo

Si torna a parlare anche di un possibile allenamento a porte aperte per dare più carica alla squadra. «A San Piero non si possono fare gli allenamenti a porte aperte da quello che ho capito e qui all'Arena stavano facendo dei lavori. L'unica è allenarsi a porte aperte allo stadio. Ma non è semplice. L'entusiasmo dobbiamo essere noi a trasmetterlo ai tifosi attraverso i risultati e le prestazioni. La gente si merita di più».


 

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