Il Tirreno

Pisa

Serie B

Pisa, numeri molto positivi per la difesa. E la soluzione “a tre” già convince

di Andrea Chiavacci
Canestrelli
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Canestrelli

La retroguardia è la terza migliore del campionato con Parma e Modena

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PISA. Se l’attacco è il reparto dove il Pisa sta facendo maggiore fatica, qualche nota positiva arriva dalla difesa. La terza migliore del campionato, assieme a Parma e Modena, alle spalle di Brescia (due gol subiti, ma due gare in meno dei nerazzurri) e Palermo (quattro reti al passivo, ma come il Pisa ha una gara in meno).

Aquilani, contro lo Spezia, ha già dimostrato di sapersi adattare allo stato dell’arte dovuto a infortuni, conoscenza del nuovo gioco e necessità di limitare al minimo sindacale le imbucate per vie centrali che spesso hanno messo in difficoltà la squadra. La difesa a tre, con i due esterni pronti a rientrare in fase di non possesso, ha convinto in pieno. Per come è stata interpretata sia dai difensori centrali che dagli esterni.

Se guardiamo i numeri, però, questa è una squadra che, al netto della propensione offensiva del calcio di Aquilani, non pensa solo ad attaccare. Su otto partite totali, già in quattro occasioni la squadra non ha subìto reti e, se contiamo i minuti dal 15’ del primo tempo al 40’ della ripresa, non prende mai gol. Segno che le sette reti incassate dall’ottimo Nicolas, sempre tra i migliori portieri della B, arrivano nei primi 15 e negli ultimi 15 minuti di gioco. Recupero compreso.

Il Pisa ha preso gol contro Parma, Modena e Cosenza rispettivamente al 14’, al 4’ e al 6’ di gioco. Segno che lo scatto dai blocchi non è quasi mai semplice. Contro il Parma va dato merito anche alla manovra avvolgente dei ducali che hanno mandato in gol Bonny dopo una grande giocata di Sohm, ma il tragitto fatto dal centrocampista svizzero palla al piede è stato troppo semplice. A Modena, Valoti si fa rubare palla da Palumbo che di fatto dà il via al contropiede che porta al gol di Tremolada. Con il Cosenza Marras e Rispoli attaccano con troppa libertà sulla sinistra del Pisa e per Voca è un gioco da ragazzi mettere dentro.

E poi ci sono i quattro gol subiti nel finale. Tre di questi nel recupero. Se quello di Modena non cambia la prospettiva delle cose, quelli con Parma, Bari e Cosenza sì. Errori dei singoli, ma anche poca concentrazione a livello generale. La testa, come spesso ha detto Aquilani, ha fatto la differenza. Con maggiore attenzione si poteva portare a casa qualche punto in più. Quella stessa testa che abbiamo visto per 100 minuti con lo Spezia. Quell’attenzione che finalmente ha permesso alla squadra di non cadere nella trappola del nervosismo e di non giocare a lungo in dieci come capitato contro Parma, Modena e Cosenza. Guarda caso tre gare perse. Senza dimenticare l’espulsione di Nagy contro il Bari, gara chiusa sull’1-1, che per fortuna è arrivata a ridosso del 90’ e con appena 5 minuti di recupero.

Detto di Nicolas, spesso decisivo con le sue parate, quello che sorprende di più per personalità è sicuramente Simone Canestrelli. L’unico, assieme a Nicolas, a non aver saltato un minuto in queste otto gare. In nove mesi Canestrelli è passato dalla cessione in prestito al Como, dopo l’acquisto a titolo definitivo dall’Empoli, a essere inamovibile nel progetto di Aquilani. E pensare che anche nel Como aveva giocato poco, appena cinque partite, e in estate in pochi avrebbero scommesso su di lui. Per ora sta ripagando la fiducia dell’allenatore.

Caracciolo, al netto di qualche difficoltà dovuta anche agli infortuni, è un leader di natura e Leverbe nella difesa a tre è andato meglio. A destra con Barbieri, Esteves e Calabresi non mancano certo le soluzioni. Sulla fascia sinistra Beruatto è in crescita e può tornare a essere determinante come nella sua prima stagione in nerazzurro.


 

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