Proteste
Poco feeling tra il Pisa e il gol
Numero e analisi delle reti finora realizzate mettono in luce dove stanno i problemi: da una parte i buoni dati su possesso palla e precisione, dall’altra quello pessimo sui tiri
PISA. Il primo problema da risolvere per Alberto Aquilani, insieme a quello dell'infermeria sempre sold out, sarà quello dei gol. Un difetto che, come spesso sottolinea il tecnico nerazzurro, è figlio delle poche occasioni da rete create in un contesto in cui il possesso palla la fa da padrone ma difficilmente la squadra riesce ad affondare il colpo.
Sei marcatori diversi
Serve lo stoccatore, insomma. Così i recuperi di Ernesto Torregrossa, tornato titolare proprio a Cesena nello 0-0 con lo Spezia, e di Ettore Gliozzi, che dovrebbe tornare in campi a fine novembre, sono fondamentali. Delle 6 reti fin qui realizzate in 8 partite si nota come ci sono 6 firme diverse e in 1 sola occasione, al debutto in casa della Sampfdoria, la squadra ha segnato più di 1 gol. In tre circostanze, invece, i nerazzurri sono rimasti a secco portando a casa 2 pari a reti bianche con Reggiana e Spezia e 1 sconfitta, l'unica in trasferta, per 2-0 a Modena. Finora sono stati 2 i gol realizzati dai difensori, Beruatto e Canestrelli, 1 da un centrocampista avanzato, Valoti, 2 dagli esterni offensivi, Matteo Tramoni e Arena, e 1 solo da un attaccante puro come Masucci.
Come si segna
Il Pisa finora è andato a segno 1 volta su rigore, Valoti che se lo conquista e lo realizza nella sconfitta per 2-1 con il Parma, 2 sugli sviluppi di palla inattiva, Beruatto con il Bari e Canestrelli con la FeralpiSalò, e 3 su azione. Ma con dei distinguo. Con la Sampdoria la rete di Matteo Tramoni arriva per un errore del portiere Stankovic su pressione alta del Pisa. Una cosa che piace tantissimo ad Aquilani e che purtroppo (anche a causa delle assenze) ha potuto vedere poco. Il secondo viene grazie a uno spunto dello stesso Matteo Tramoni che, dopo un rimpallo favorevole, serve Arena che segna un gran gol da appena dentro l'area di sinistro. L'azione era stata comunque ben sviluppata. Stesso discorso per il gol di Masucci, su assist di Beruatto, a pochi passi dalla porta nell'occasione del momentaneo gol del pari nella gara poi persa 2-1 in casa con il Cosenza.
Tanto palleggio, pochi tiri
Il fatto di portare pochi uomini nell’area di rigore avversaria è stato un cruccio di questo inizio campionato. La squadra tiene tanto palla ed è precisa nei passaggi ma conclude poco. Nella classifica del possesso palla i nerazzurri sono attualmente noni con il 51,9%, comunque un dato piuttosto alto, e soprattutto per precisione dei passaggi la squadra nerazzurra è la terza più precisa, 80,1% dei passaggi riusciti, dietro Catanzaro (82,9 %), primo anche per possesso palla e soprattutto terzo in graduatoria, e Palermo, secondo come in campionato, che è preciso nel 80,2% dei casi. Questo significa che il palleggio non manca, anzi, ma che alla fine risulta sterile e pur manovrando tanto si concretizza poco. Come conferma il dato relativi alle conclusioni verso la porta avversaria. I nerazzurri tirano 82 volte in totale, 25 nello specchio, e in questa particolare ma significaiva graduatoria fanno meglio solo di Brescia, 78 ma con 2 partite in meno dei nerazzurri, e SudTirol, 62 volte. Il coraggio richiesto più volte da Aquilani dovrà esser tirato fuori. Non tanto dai difensori, vedi anche il palo di Esteves con lo Spezia, che ci provano spesso, ma soprattutto dai giocatori offensivi. E anche sulle punizioni dirette per ora non sono arrivati gol.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
