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Pisa, dal trio fantasia al trio infermeria: stringere i denti oggi per sognare domani

di David Biuzzi

	Da sinistra: Matteo Tramoni, Arena e D'Alessandro
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Da sinistra: Matteo Tramoni, Arena e D'Alessandro

Nove punti in otto partite non autorizzano fantasie, figuriamoci quelle mostruosamente proibite, ma rappresentano comunque una base di partenza. Perché i nerazzurri ora hanno bisogno soprattutto di questo: ripartire

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Dal trio fantasia al trio infermeria il passo è stato breve. Già, perché è proprio questa la situazione che ha vissuto (e che sta vivendo) il Pisa, nei 44 giorni trascorsi dal brillante esordio di Marassi, col sacco di Genova, al pari senza squilli né acuti di domenica a Cesena con lo Spezia.

D’Alessandro-Arena-Matteo Tramoni era il terzetto alle spalle di Moreo che iniziò quella partita nel 4-2-3-1 disegnato da Aquilani e che, tra gol e giocate, quella partita se la prese accendendo i sogni nerazzurri. Tutti e tre, però, sono sotto cure mediche. e, fatalmente, la squadra ne ha risentito. E non poco. Non è un alibi, ma la fotografia delle disavventure che stanno segnando in maniera inequivocabile un avvio di stagione non all’altezza delle aspettative, per punti in cassa e qualità di gioco, ma anche maledettamente molto più complicato di quanto già non fosse di per sé. La rivoluzione estiva avrebbe già comportato un periodo di assestamento, i tanti ostacoli in più trovati sul cammino hanno fatto il resto. Ecco perché, tutto sommato, anche uno 0-0 come quello di domenica scorsa rappresenta comunque un passo avanti, per piccolo e incerto che sia, ecco perché il bilancio alla sosta non può essere accolto con un sorriso a 32 denti ma neanche bagnato da un mare di lacrime.

Nove punti in otto partite non autorizzano i sogni, figuriamoci quelli mostruosamente proibiti, ma rappresentano comunque una base di partenza. Già, perché il Pisa ora ha bisogno soprattutto di questo, di ripartire. E per farlo deve sfruttare al meglio lo stop del campionato. La partenza di diversi giocatori con le Nazionali non permetterà ad Aquilani come avrebbe voluto e dovuto, ma fare di necessità virtù è un obbligo assoluto. E, tutto sommato, è quello che i nerazzurri hanno fatto proprio nell’ultima esibizione. Presentandosi con l’abito invernale. Nel senso di maggiore copertura, garantita da una retroguardia con tre difensori centrali e da un atteggiamento accorto. Una squadra apparsa forse lontana dall’idea di calcio che il suo allenatore ha raccontato e dimostrato (coi ragazzi a Firenze, ma anche in nerazzurro) di avere. Però badare al sodo e saper riporre il fioretto per tirare di sciabola quando serve è un pregio e non un difetto.

Vale per Aquilani e per i suoi giovanotti. Sapersi adattare alle necessità contingenti non è cosa da poco e non è cosa da tutti. Il Pisa ha dimostrato di saperlo fare e ora deve continuare a farlo. La stessa voglia, lo stesso spirito e lo stesso impeto con cui hanno evitato di perdere a Cesena, cioè, va sfruttato per migliorare, per tornare a brillare, a divertirsi e a divertire. Soltanto così, infatti, i sacrifici avranno un senso.

Un passo alla volta mi basta, diceva il Mahatma Gandhi. Lui un passo alla volta ha fatto e scritto la storia, il Pisa un passo alla volta può arrivare lontano. Basta che siano tutti nella stessa direzione, in avanti.

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