Lutto
Aquilani e Alvini: duello in panchina dentro Spezia-Pisa
Arrivano al primo confronto da strade diverse ma avrebbero potuto viverlo a parti invertite
PISA. Un percorso calcistico completamente opposto per due allenatori che, in estate potevano anche finire sulle panchine opposte,. La sfida tra Spezia e Pisa di domani a Cesena (ore 16,15) è tante cose. E, tra l’altro, mette di fronte per la prima volta Massimiliano Alvini e Alberto Aquilani.
Partita della verità
In quella che è una partita che vale molto per entrambi dopo un difficile inizio di stagione, a confronto ci saranno anche due idee di gioco diverse. Da una parte un allenatore che è arrivato fino alla Serie A dopo una lunga gavetta come Alvini, dall'altra un grande calciatore che adesso ha l'occasione di dimostrare subito quanto vale anche come allenatore. Si affrontano anche due filosofie di gioco diverse ma che in questo inizio di stagione hanno un tratto in comune: Spezia e Pisa sono due tra le squadre che fanno maggior possesso palla. Lo Spezia è in testa, assieme al Catanzaro, a questa classifica con il 57,1% di media; il Pisa terzo con il 54%. Non certo un dato che consola i due allenatori anche perché nella classifica che conta il Pisa ha 8 punti e lo Spezia 5. Entrambe con una gara in meno.
Nuova realtà
Sicuramente Alberto Aquilani sapeva che la Serie B non era il campionato Primavera in cui si è formato alla Fiorentina, vincendo 5 coppe, ma probabilmente si aspettava un impatto meno complicato con la nuova realtà. In questi primi 3 mesi il tecnico è piaciuto comunque per la sua franchezza nel non nascondere le difficoltà della squadra. Senza attaccarsi all'alibi degli infortuni. Sabato scorso Aquilani ha detto chiaramente che non è soddisfatto del gioco e il possesso palla fine «tu la passi a me a io la ripasso a te», come da lui stesso ha definito, non gli è andato giù. Ecco che per domani il tecnico romano sta studiando nuove soluzioni e forse anche un nuovo modulo. Dal suo grande passato da calciatore, con esperienze importanti anche all'estero, Aquilani sta cercando di mettere in pratica gli insegnamenti dei suoi allenatori. In particolare quelli di Jorge Jesus dello Sporting Lisbona. Ma anche quelli del suo punto di riferimento Roberto De Zerbi. A giugno su Aquilani non c'era solo il PIsa. Il suo nome era stato accostato a diverse squadre. Spezia compreso, soprattutto perché il direttore sportivo Eduardo Macia ha lavorato con l'Aquilani calciatore sia al Liverpool che alla Fiorentina. Ma il Pisa è arrivato prima di tutti e più di tutti gli ha dato fiducia. Adesso, indipendentemente dalla gara di domani, serve tempo e pazienza. Anche perché gli è stato chiesto di rivoluzionare l’idea di gioco della squadra.
Il lungo cammino
Anche Massimiliano Alvini era stato accostato al Pisa dopo l'esonero di Luca D'Angelo. E non è stata la prima volta per l'allenatore di Fucecchio che già ai tempi del Tuttocuoio era stato considerato tra i papabili alla panchina nerazzurra. Ma alla fine le strade non si sono incrociate e Alvini è ripartito da Spezia dopo aver toccato la Serie A per qualche mese sulla panchina della Cremonese. Un percorso lungo e difficile, il so. Una carriera da calciatore nei dilettanti finita a 30 anni e che coincide con l'inizio di quella da allenatore con il Signa nel 2000. La svolta per lui arriva nel 2008 con il passaggio al Tuttocuoio. Nel giro di 5 anni Alvini, che nel frattempo allena anche negli amatori, porta i neroverdi dalla Promozione fino a uno storico 8° posto in C. Una scalata travolgente. Dopo le esperienze con Pistoiese e AlbinoLeffe nel 2020 riporta dopo 21 anni la Reggiana in B. Nonostante la successiva retrocessione con i granata lo chiama il Perugia, sempre in B, e lui lo porta ai playoff nel 2021/2022. Il resto è storia recente con la Cremonese che lo chiama in Serie A e poi lo esonera dopo 18 partite senza vittorie. La striscia negativa va avanti anche a Spezia, arrivando fino a 24 gare senza i tre punti, e viene interrotta sabato scorso con il successo con la FeralpiSalò a Piacenza. Anche Alvini non pensava di incontrare queste difficoltà allenando una squadra che alla vigilia era tra le favorite. Ed ecco che la sfida col Pisa finora mai battuto (5 ko e 3 pari) diventa decisiva per consolidare la sua panchina.
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