Sicurezza
Al Pisa può bastare un ritocco
Per ritrovare la quadra non serve rivoltare come un calzino l'11 titolare
PISA. Non è mai stato ne mai sarà un scienza esatta, il calcio. È una parte importante, fondamentale del suo infinito fascino e ci sono migliaia di risultati, di partite ma anche di intere stagioni, a dimostrarlo al di là di ogni ragionevole dubbio. E, infatti, va anche contro alla matematica e a uno dei suoi bastioni: la proprietà commutativa delle addizioni.
Già, perché quando la palla rotola cambiando l’ordine degli addendi può anche cambiare il risultato. Ed è proprio a questa eccezione alla regola che ora potrebbe far ricorso Alberto Aquilani per il suo Pisa in vista della sfida di domenica pomeriggio con lo Spezia e non solo. Ovvero trasformare il modello base, il 4-2-3-1, che ha scelto per i suoi allievi, nella variante 4-3-2-1. Non una novità assoluta, visto che a esempio è stato il punto di partenza nella (convincente) gara di Reggio Emilia in cui il tecnico si è sbizzarrito cambiando più volte il sistema di gioco della squadra in corsa.
Per riuscirci, peraltro, i nerazzurri non hanno neanche bisogno di rivoltare come un calzino l’undici di partenza. In sostanza, prendendo in esame un’ipotetica formazione base, sarebbe sufficiente arretrare di qualche metro il raggio d’azione di Mattia Valoti trasformandolo da fantasista (centrale) a interno (di sinistra). Anche questa una mossa già vista perché utilizzata da Aquilani tutte le volte (troppe, purtroppo) che i suoi restano in 10 per un’espulsione. Era successo col Parma, cioè, ed è successo pure col Cosenza. Nel primo caso, peraltro, l’ex Monza non aveva certo fatto mancare il suo apporto alla fase offensiva visto che era stato proprio lui a prendersi prima e trasformare poi il rigore del momentaneo 1-1. L’arretramento di Valoti, dunque, potrebbe essere utile nell’economia del gioco complessivo, un pizzico in più di prudenza senza abbassare il tasso tecnico, ma anche allo stesso giocatore. Al momento, infatti, il rendimento di uno dei grossi colpi dell’ultimo mercato in entrata non è del tutto soddisfacente. Considerato il talento, cioè, da lui è lecito attendersi qualcosa di più. E arretrare il suo raggio d’azione potrebbe anche favorire una maggiore e più continua partecipazione alla manovra di un elemento che ha i numeri per fare saltare il banco, che parta a ridosso dall’area di rigore avversaria o un po’ più indietro.
Ma, ovviamente, non è l’unica carta nel mazzo di Aquilani. In una mediana a 3, infatti, ci sono anche elementi di gamba che possono forse esprimersi al meglio. Come Gabriele Piccinini, che quando è stato chiamato in causa ha risposto presente, o Idrissa Touré, sicuramente più suo agio quando ha spazi da attaccare che nello stretto.
Un eventuale cambio, naturalmente, potrebbe anche comportare degli aggiustamenti in avanti. Con Alessandro Arena ed Emanuel Vignato che hanno numeri e caratteristiche per partire da una posizione più accentrata. Ma anche per quanto riguarda il vertice alto potrebbe comportare qualcosa di diverso. Finora, infatti, a Stefano Moreo sono state chieste soprattutto dinamismo e sacrificio e lui ce ne ha messe a volontà. Con l’eventuale aggiustamento, lo stesso protagonista ma anche gli altri specialisti in rosa (da Ernesto Torregrossa a Gaetano Masucci passando per Jjan Mlakar) potrebbero tornare a fare semplicemente il lavoro del terminale offensivo e avere più occasioni e più lucidità per buttarla dentro.
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