Gioco
Saranno famosi: Arena e Nasti sono i due “sorvegliati speciali”
Verso il big match Pisa-Bari: sguardi puntati sui due giovani talenti a confronto. Per loro percorsi opposti ma un possibile destino comune ai piani alti del calcio
PISA. Domani all’Arena Garibaldi (fischio d’inizio alle 14) potrebbe andare in scena una sfida nella sfida all’interno di Pisa-Bari. Quella tra due attaccanti giovani e ambiziosi ma con un percorso molto differente e con caratteristiche decisamente opposte. È fuori dubbio però che Alessandro Arena e Marco Nasti siano tra i protagonisti più attesi di questa quinta di campionato (anche se il Pisa ha una gara in meno).
Garantisce Braglia
Su sponda nerazzurra Alessandro Arena, classe 2000, era stato presentato come la possibile sorpresa pescata in serie C. Un po’come tre anni fa Giuseppe Sibilli, adesso proprio al Bari, ma il ragazzo siciliano di Marina di Ragusa ha fatto centro al primo colpo. E che colpo. Gol di sinistro con palla all’incrocio dei pali la sera del debutto in serie B al Ferraris contro la Sampdoria, dopo anni in D e in C, su assist di Matteo Tramoni che purtroppo proprio quella sera si è infortunato al crociato e ne avrà per sei mesi.
Le lacrime di gioia dopo il gol non devono trarre in inganno, Arena è uno che non sente l’emozione e il peso delle responsabilità. Anzi, giocare in palcoscenici importanti lo esalta.
Purtroppo contro il Parma è stato sostituito a causa dell’espulsione di Leverbe e con il Modena, pur impegnandosi a fondo, non è riuscito a dare la marcia in più alla squadra. Ecco che quella con il Bari diventa la grande occasione per prendersi l’applauso dell’Arena Garibaldi. L’attaccante nerazzurro può giocare anche sotto punta ma principalmente è un’ala destra nei tre dietro l’unica punta nel 4-2-3-1 di Aquilani.
Del buon impatto con la B di Arena si sono sorpresi in molti. Non certo Piero Braglia che lo ha allenato al Gubbio e un po’ di tempo fa aveva sponsorizzato il suo gioiellino: «È strano giochi in C, quando è in giornata non ha nulla a che fare con questa categoria. In Spagna giocherebbe nelle prime 5-6 squadre della Liga».
A Gubbio va per la prima volta in doppia cifra con 10 gol e ben 9 assist. La Liga ancora no, ma la B non gli sta facendo certo paura. Il suo calcio a tratti è un inno alla fantasia e alla voglia di stupire.
E c’è anche una sana cattiveria agonistica per un ragazzo che decisamente è un brevilineo con il suo 1, 71 di altezza.
La fantasia al potere
Percorso e doti completamente diversi quelli del pavese Marco Nasti. Anche se, visto il suo 1,79, non stiamo parlando di un colosso tipo Lorenzo Lucca. In comune con Arena c’è la fantasia. Perché se non hai quella non ti inventi un destro da oltre 25 metri come quello che ha chiuso il discorso nella gara dell’Under 21 azzurra in Turchia di martedì scorso. Un pallonetto davvero magico e il gioco è fatto.
Uno nato con le stigmate del centravanti di razza. Cresciuto nel Milan, club a cui appartiene il suo cartellino, Nasti ha appena 20 anni, anzi li compirà domenica. Tre in meno di Arena. La crescita negli ultimi anni è stata esponenziale. 16 gol in 24 partite nella Primavera rossonera nel 2021-22, poi il passaggio in prestito al Cosenza in serie B dove si forma anche a livello caratteriale.
Dalla Youth League con i rossoneri alla lotta salvezza con i rossoblù ne impari di cose. E Nasti le impara in fretta: 5 gol in 27 partite, compreso i playout, ma quattro sono pesantissimi. La doppietta che decide il derby con la Reggina in extremis, il gol di testa che vale la vittoria proprio sul Pisa, e quello che decide la gara di andata degli spareggi contro il Brescia. Un 1-0 che poi i calabresi capitalizzeranno in Lombardia con il palpitante 1-1 della gara di ritorno.
E adesso il Bari. Due partite e subito un gol di testa al Cittadella su assist di Sibilli. Per due squadre che per ora non segnano molto in base quanto creano, 3 gol in 3 partite il Pisa, 2 in 4 il Bari, ecco che Arena e Nasti diventano fondamentali.
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