Il Tirreno

Pisa

Scattano i 27 giorni per scoprire di che pasta è davvero fatto il Pisa

di David Biuzzi
Scattano i 27 giorni per scoprire di che pasta è davvero fatto il Pisa

Da oggi al prossimo 8 ottobre un mini-ciclo di tanti allenamenti e cinque partite per completare il processo di costruzione ritardato dal mercato e dagli infortuni

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PISA. I 27 giorni del pianeta Pisa. Già, serve parafrasare il titolo di è un vecchio film di fantascienza statunitense (uscito 1957, diretto da William Asher, “I 27 giorni del pianeta Sigma” il vero titolo) per fotografare l’attimo, il momento dei nerazzurri.

Quei giorni, appunto 27, sono quelli che trascorreranno dalla data odierna, con la ripresa degli allenamenti previsti a San Piero a Grado, al prossimo 8 ottobre, giorno della sfida decisamente poco banale (per tanti motivi) di La Spezia che sancirà la fine del secondo mini-ciclo dell’infinito campionato di Serie B 2023/2024. A quel punto saranno 9 le giornate consumate, 8 per i giovanotti di Alberto Aquilani che non hanno ancora notizia certe sul recupero del primo turno (sfida interna contro il Lecco) saltato per la grana del caso iscrizioni. Cambia poco, però. Nel senso che le gare consumate, 8 o 9 che siano, saranno già sufficienti per farsi un’idea più o meno chiara del valore effettivo della truppa allestita dai direttori Giovanni Corrado e Stefano Stafanelli e, soprattutto, del ruolo che potrà recitare in un contesto che, l’esperienza insegna, cambia spesso padrone e tendenze senza lesinare sorprese. Belle e brutte.

Il Pisa, insomma, ha poco meno di un mese per mostrare il suo vero volto. O almeno quello verosimile. La giostra, com’è noto, riprenderà a girare sabato prossimo, alle 14 in punto, con la sfida con il Bari sul terreno dell’Arena. Poi due sfide in trasferta e in rapida successone con le neopromosse: in casa FeralpiSalò (7 giorni dopo, sabato 23, sempre alle 14), nella tana della Reggiana nel successivo turno infrasettimanale (martedì 26 settembre con fischio d’inizio alle 20.30). Altra corsa, quindi, sabato 30 settembre con il ritorno all’Arena Garibaldi-Anconetani (ore 14) per vedersela con il Cosenza dell’ex ds Roberto Gemmi e, infine, il match al Picco che tornerà di scena, dopo la parentesi in Serie A dei liguri, domenica 8 ottobre alle 16.15.

Anche la variegata composizione delle 5 avversarie da incrociare, dunque, può e deve essere indicativa. Perché si parte dal Bari che, proprio come il Pisa un anno fa, è reduce da una finale dei playoff persa, ovvero da aver sfiorato il sogno annusandone anche l’inteso profumo ma senza poterlo assaggiare. Per chiudere poi con chi al tavolo dei grandi ha perso il posto (Spezia) addirittura all’extra time, cioè uno spareggio (col Verona). Formazioni, insomma, che sono state costruite con l’idea di veleggiare nelle posizioni di vertice della classifica. In mezzo, invece, due che arrivano dal piano inferiore e chi ha evitato di finirci attraverso i playout (nell’ordine FeralpiSalò, Reggiana e Cosenza). Realtà cje non hanno le stesse ambizioni delle altre due rivali. Ma è proprio contro questo tipo di squadra che in passato, e in particolare nella scorsa stagione, il Pisa è riuscito a buttarsi via gettando alle ortiche, alla resa dei conti, una faticosa rincorsa.

Insomma, attraverso questo mini e intenso ciclo che il Pisa può a deve dire chi vuole davvero essere. Sperando di poterlo finalmente fare sfruttando appieno il potenziale messo insieme con un mercato molto movimentato. Proprio l’arrivo alla spicciolata dei giocatori (dettato dall’andamento del mercato e non certo dalla volontà del club) è stato uno dei freni. L’altro è rappresentato dai tanti infortuni in cui ha sbattuto il gruppo. Alcuni assai gravi (Matteo Tramoni), altri meno. In generale, però, hanno condizionato il lavoro di Alberto Aquilani e rallentato il processo di costruzione della squadra.

Ora, però, ci sono 27 intensissimi giorni in cui può e deve essere completato.


 

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