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Aquilani, grinta e niente alibi

di Andrea Chiavacci
Aquilani, grinta e niente alibi

«In questo inizio di stagione un periodo allucinante a causa dei tanti infortuni. La sosta sarà importante e dovremo lavorare bene nei prossimi giorni»

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PISA. Fin da giugno tutti i riflettori sono puntati su di lui come il predestinato della panchina nonostante sia all’esordio in serie B. E lui, Alberto Aquilani, si è preso sempre volentieri questa responsabilità. Non badando all’etichetta ma cercando di far crescere il suo Pisa. Percorso non semplice, come ha confermato anche quest’inizio di campionato, ma in cui il tecnico nerazzurro crede fermamente. Come ha ribadito lunedì sera quando sul palco di Cascina ha ricevuto il Pulcino d’Argento dalle mani del sindaco Michelangelo Betti rispondendo alle domande di Massimo Marini.
Un premio per la grande carriera di calciatore ma anche per aver iniziato alla grande con il settore giovanile della Fiorentina. Aquilani ha parlato del suo percorso da calciatore iniziato con la maglia della Roma e ha svelato anche un retroscena curioso: «A dieci anni potevo andare alla Lazio, poi per fortuna è arrivato Bruno Conti e mi ha portato in giallorosso. Non so se avrei firmato per la Lazio». Nella serata il tecnico ha ribadito che il suo punto di riferimento tra i colleghi è Roberto De Zerbi e ha raccontato che un po’di tempo fa ha rilevato lo Spes Montesacro, la società in cui ha mosso i primi passi da calciatore.
Messi alla prova
«Non mi piace trovare alibi – ha detto il tecnico quando ha iniziato a parlare di questa sua nuova avventura con il Pisa –. Va detto però che è stato un inizio di campionato in cui siamo stati messi alla prova per tanti aspetti. Sono state tre partite differenti. Due buone e una non buona. Ero molto contento dopo la prestazione con il Parma, nonostante la sconfitta beffa, e tornare subito in campo dopo aver dato tutto non era semplice. La partita di Modena la posso giudicare solo per mezz’ora, poi l’episodio ci ha condannato e giocare di nuovo in dieci per sessanta minuti è stata una mazzata. Era come scalare una montagna».
Infortuni ma nessun alibi
L’infermeria resta piena. Con Matteo Tramoni che starà fuori sei mesi ed Ettore Gliozzi sei settimane. Contro il Bari, 16 settembre alle 14 all’Arena, sarà fuori certamente il lungodegente De Vitis e Piccinini sarà valutato nei prossimi giorni. Barberis era già in panchina a Modena e potrebbero tornare a disposizione anche Torregrossa, Caracciolo, Esteves e Touré. Aquilani spera di riuscire a gettarne nella mischia qualcuno contro i galletti. «Viviamo alla giornata ma è stato un periodo allucinante. A Piccinini è uscita la spalla nel finale contro il Modena. La sosta sarà importante e dovremo lavorare bene nei prossimi giorni per farci trovare pronti. Mi auguro che recuperino gli infortunati ma se non ci sono loro ci saranno altri. Tutti sono importanti in questa squadra, se no facciamo l’errore di creare alibi. Siamo una squadra costruita bene, che deve nutrire la passione della gente».
L’impatto con Pisa
Aquilani parla dell’impatto con la piazza di Pisa in questi primi mesi sulla panchina nerazzurra. «Ho visto gente con passione e vicinanza verso una squadra che sentono propria. La piazza è esigente ma a me questo stimola molto». Sul famoso percorso di crescita Aquilani ha le idee chiare: «Nella squadra vedo già quello che voglio vedere. Vedo già dei dettagli importanti anche se ci sono sempre tante cose da migliorare. Lo avevo detto anche dopo la vittoria con la Sampdoria. Dobbiamo fare ancora tanta strada. Quando vedremo il miglior Pisa? Spero già con il Bari».
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