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Pisa, tante idee e molta audacia per un avvio degno di Goethe

di David Biuzzi
Pisa, tante idee e molta audacia per un avvio degno di Goethe

Cosa ha detto l’esordio e cosa aspettarsi ora

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Pensi e ripensi a venerdì, alla notte di Marassi, quella in cui si è finalmente aperto il sipario sul campionato 2023/2024 del Pisa e, d’improvviso, si è accesa la luce. Quella di una squadra non perfetta, ci mancherebbe, ma così avanti nel processo e così bella da faticare a credere che sia tutto vero, tutto reale.

No. Lo è davvero. O almeno lo è stato visto che la corsa, un maratona durissima infarcita da ostacoli e trappole, è appena all’inizio e il primo appello, quello di stare con il Parma, è già maledettamente complicato. Per il valore della truppa ducale, capolista e imbattuta (nel senso che non ha proprio preso gol) dopo due tappe e per la situazione d’emergenza che sta divento una sgradita compagna di questo avvio di viaggio. Non sarà dura ma durissima, insomma. Ma forse è meglio così. Non ci sarà niente di semplice e men che mai di scontato, insomma, lungo la strada da percorrere. Dunque essere obbligati a non specchiarsi in quanto di buono fatto in casa Sampdoria potrebbe non essere non male. Non necessariamente.

Il sacco di Genova è il passato. Ora c’è da voltare pagina. Ripartendo, però, dalle tante buone cose viste una manciata di giorni fa. Già, tante. Perché è stato soprattutto l’atteggiamento mentale a piacere a convincete. Era tutt’altro che scontato, inoltre, visto che la rivoluzione estiva, dopo l’ultimata stagione caratterizzata da un certo predominio delle ombre sulle luci, è stata profonda e la scelta di affidare la direzione delle operazioni a un giovane debuttante come Alberto Aquilani ha sempre avuto il suo fascino ma anche i suoi rischi. Ne ha ancora, è chiaro, ma era difficile pensare che il tecnico e le sue idee di calcio riuscissero a far breccia così presto e così profondamente sul gruppo. Tanto da far pensare a un mezzo capolavoro e far venire in mente una delle massime di uno che di capolavori (della letteratura) al mondo ne ha regalato assai come Johann Wolfgang von Goethe: «Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala – diceva lo scrittore – l’audacia ha del genio, del potere, della magia».

Ecco, l’incipit dei nerazzurri, di Aquilani e dei suoi giovanotti, è stato proprio così: audace, geniale, potente e anche magico. Ora, però, il difficile e riuscire a metterceli di nuovo tutti questi ingredienti. A cominciare da stasera. A dirla tutto non è neanche detto che ripetersi significhi per forza vincere. Nel luna park della Serie B, infatti, ogni giro di giostra è comunque diverso dall’altro, tanto dal precedente quanto dal successivo. L’attitudine, però, resta la prima pietra da posare all’inizio della costruzione di ogni singolo match. E in questo caso più che del pensiero di Goethe c’è bisogno dei vari del poeta romano Publio Ovidio Nasone, più semplicemente Ovidio: «Gettate sempre il vostro amo nello stagno – la sua lezione – nel momento in cui meno ve lo aspettate troverete un pesce».

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