Sicurezza
L’impresa di un gran bel Pisa: perché quella di Marassi è una vittoria che vale tanto
Il sacco in casa Sampdoria con lo scippo di Matteo Tramoni e il gioiello firmato Arena. Vittoria che vale tanto, soprattutto per come arriva: gioco, spirito di gruppo e mentalità
GENOVA. È lunga, molto lunga. Praticamente non è neanche iniziata ma se Ippolito nel suo "Confessioni di un Italiano" aveva ragione allora il Pisa, il nuovo Pisa, è davvero dalle parti di metà dell’opera. La corsa nel campionato di Serie B 2023/2024, infatti, non comincia bene ma benissimo. Perché arriva il sacco di Genova, perché contro la Samp la squadra 2.0, di fronte al patron Knaster, vince e soprattutto convince. Per il gioco, per lo spirito, per l’atteggiamento. Resta solo la prima tappa di una corsa dura e difficile, insomma, ma i nerazzurri lasciano la sensazione, forte e netta, di essere tanta roba.
Il primo tempo è quasi magistrale. Già, quasi perché il vantaggio minimo con cui si va al riposo non è il giusto premio per quello che i nerazzurri (pur in completo giallo) combinano su un palcoscenico, quello di Marassi (24mila anime, compresi i 300 tifosi ospiti) bello proprio come il Pisa targato Aquilani. Che inizia col 4-2-3-1 in cui le uniche sorprese con la presenza di Hermannsson in difesa, causa problemino accusato da Barbieri in mattinata, e la disposizione della linea dei trequartisti, dove D’Alessandro si piazza a destra e la zanzara Arena danza dietro Moreo. Al di là di spartito e singoli suonatori, la sinfonia pisana è fatta soprattutto di quello che il debuttante (e, prima del via, visibilmente emozionato) tecnico aveva chiesto: attitudine e coraggio. Non solo, infatti, la squadra è sempre corta ma ha lo straordinario merito di difendere sempre... in avanti. Cioè aggredendo, mordendo. Esemplare, in questo caso, il comportamento di Canastrelli, che ringhia sugli avversari fino all’ingresso dell’area di rigore altrui, e del professor Veloso, che si appiccica a Yepes annullandolo. Sorprende il giusto, insomma, il gol che arriva al 14’, con Matteo Tramoni che s’avventa con la velocità della pisana volante Anna Bongiorni (che pochi minuti prima e Budapest era volata in finale ai mondiali di atletica con la 4x100 azzurra) su una pessima idea della coppia Stankovic-Verre e trasforma la costruzione del basso doriana nel vantaggio nerazzurro. La partita è stappata ma è il Pisa a farsi sempre preferire. Sull’asse Moreo-Tramoni costruisce tante cose buone (che non sfrutta per frenesia e centimetri) mentre dietro deve guardarsi solo dagli spunti di Pedrola. La ripresa si apre con lo stesso copione e gli stessi interpreti. Almeno fino all’8’, quando una problema alla coscia destra toglie proprio Moreo (eccellente come regista offensivo) dal match. Entra Valoti e quindi i nerazzurri sono senza punte vere. Ma con la testa ancora giusta, tanto che ancora al 14’ (minuto fortunato) proprio da un’iniziativa Valoti nasce un rimpallo al limite con Arena che s’avventa sulla palla vagante, controlla, armando il sinistro e lo spedisce all’incrocio dai pali. Scoppia in lacrime, il ragazzo (classe 2000) al debutto in B, scoppia di gioia il Pisa. Incassato il secondo schiaffo Pirlo corre ai ripari con Ghilardi, Borini e De Luca e passa al 4-2-4. Mosse che permettono ai padroni di casa di accendersi, tanto che al 20’ serve un prodigioso Nicolas per dire no prima e De Luca e poi a Verre. Pochi secondi dopo è invece Borini, di testa, a sfiorare il bersaglio grosso. È il primo vero momento difficile per i nerazzurri. Il tecnico di casa mette dentro anche Ricci, Aquilani risponde con Calabresi (per Hermannsson) e Lisandru Tramoni (per D’Alessandro, buona anche la sua gara). Il problema, però, ora sono le energie dei nerazzurri che vanno verso l’esaurimento. Al 35’ si arrendono Matteo Tramoni e Beruatto ed entrano Jureskin e Piccinini. Ma la truppa di Aquilani, altra nota lieta, getta il cuore oltre l’ostacolo e tiene la Samp fuori dal match difendendosi ora un po’ più bassa e con tanti uomini, ma fiondandosi anche in avanti con tanti giocatori tutte le volte che può ripartire. Anche il maxi-recupero di 10 minuti, insomma, cambia poco. Era e resta la notte del Pisa, di un gran bel Pisa.
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