La protesta
Sia spregiudicato che camaleontico Pisa, ecco chi è il tecnico Aquilani
Gioca con più moduli, Guardiola è il riferimento ed è anche u n mental coach
PISA. Da “principino” del centrocampo, prima con la Roma e poi con la Fiorentina, a vero e proprio re degli allenatori nelle squadre giovanili, con cinque trofei sollevati su otto finali disputate, e il titolo di miglior tecnico ai “Primavera Best Awards 2023”. Alberto Aquilani, adesso, ha di fronte la sfida più intrigante: quella di costruire un ciclo altrettanto vincente a Pisa, in quello che sarà il suo battesimo sul palcoscenico del calcio professionistico.
Ricomincia da capo l’ex 10 viola, pronto a mettere in pratica le lezioni imparate negli anni, a cominciare dalle origini, dalla Spes Montesacro, la società di calcio giovanile romana nella quale tutto è cominciato, fino ad arrivare al “corso accelerato” coi big, come collaboratore di Giuseppe Iachini, dopo lo stop per i campionati imposto dalla pandemia, prima di passare alla guida della Primavera. Sarà lui a guidare la “rivoluzione” nerazzurra, l’assalto ai vertici della classifica necessario per mettere in un angolo le amarezze del passato recente, dalla finale play off persa col Monza, due stagioni fa, fino alla mancata qualificazione alla corsa finale per tentare di scalare la categoria nell’ultimo campionato.
La spregiudicatezza tecnica mostrata in campo, insieme all’indole offensiva mostrata dalle sue squadre in campo, hanno convinto senza indugi i vertici del club nerazzurro a puntare dritto su di lui, forse l’emblema della nuova generazione di allenatori. A 39 anni, sarà, verosimilmente, il più giovane dei tecnici a sedere in panchina nella serie cadetta e di certo quello che punta a mantenersi i riflettori accesi addosso. È vero, il finale di stagione, coi ragazzi della Fiorentina Primavera, non è stato perfetto come chiunque, a Firenze, sognava: con il ko contro il Lecce nella gara che valeva lo scudetto (i viola hanno alzato bandiera bianca solo ai supplementari), Ma la consapevolezza di aver contribuito a forgiare le potenzialità dei suoi ragazzi è comunque tanta. Ha visto debuttare in prima squadra Alessandro Bianco, lanciato sul palcoscenico internazionale della Conference League, ma anche Filippo Distefano, attaccante classe 2003 che nell’ultima stagione ha lasciato il suo timbro 18 volte in 39 partite giocate in tutte le competizioni giovanili. Oltre ad aver avuto diversi altri suoi pupilli spesso chiamati a fare gli straordinari, aggregandosi alla prima squadra.
Adesso, il suo credo tattico dovrà trasferirlo ai suoi nuovi giocatori. Ripartirà dal possesso palla, uno degli elementi che più lo hanno unito, nelle ultime due stagioni, al collega della prima squadra, Vincenzo Italiano. Senza quello, ha sempre ribadito a gran voce, la sua Fiorentina non sarebbe arrivata a giocarsi lo scudetto. A contraddistinguerlo, però, è soprattutto la capacità di far cambiare pelle al gruppo, come un camaleonte. Ha cominciato con un 4-3-3 ma, a seconda delle necessità, ha dato luce ad assetti tattici diversi, non disdegnando la difesa a 3 e attingendo pure, come idea, all’innovativo 3-2-4-1 visto fare dal “maestro” assoluto, Pep Guardiola.
L’energia, così come la capacità di farsi mental coach a 360 gradi, non gli manca: lo ha ribadito anche sui social, ieri, a poche ore dall’ufficialità del suo passaggio pochi chilometri più in là lungo la Fi-Pi-Li. «Si comincia, sono carico e motivato per questa nuova avventura – ha scritto – ringrazio il presidente e l’intera società del Pisa per avermi dati questa grande opportunità. Darò tutto per ripagarla al massimo». E su questo, non ci sono dubbi.
Il calcio è, da sempre, il suo pane quotidiano: l’unica eccezione è rappresentata dalla famiglia, dalle figlie Aurora e Diamante, e dalla compagna Francesca. Nel tempo, poi, non ha mai dimenticato Daniel Guerini, “Guero” come lo chiamavano tutti, una giovane promessa del pallone conosciuto a Firenze, prima del suo ritorno alla Lazio, e morto dopo un incidente sulla Palmiro Togliatti, a Roma, nel marzo 2021. Aquilani ha sempre trovato il modo di ricordarlo, nel suo messaggio di saluti rivolto alla Fiorentina, da cui si è separato (in maniera consensuale) con un anno di anticipo rispetto al previsto, così come prima. Quasi come un fratello maggiore a cui è stato strappato un pezzo di cuore. Alla Spes Montesacro c’è pure uno striscione dedicato al giovane, “campione in campo e fuoriclasse nella vita”, come si legge.
Col Pisa, ha firmato un accordo fino al 2025, con opzione per un ulteriore anno a favore del club: si presenterà ufficialmente lunedì 10 luglio, quando la stagione prenderà ufficialmente il via.
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