Con la cura-Knaster la società continua a diventare più solida
Lo certificano i bilanci dell’Ak Calcio Holindgs
PISA. Cresce, il Pisa. E lo fa bene: robusto e forte come una quercia. Certo, sul campo i risultati della stagione che sta per concludersi ufficialmente non sono stati all’altezza della precedente, ma la nuova dimensione della società è solida e consolidata.
Emerge, chiaramente, dal bilancio al 30 giugno 2022 (un anno fa) della AK Calcio Holdings Ldt, la società con sede a Malta che il patron Alexander Knaster ha fondato un anno e mezzo prima (gennaio 2021) per prendere il 75% delle quota dello Sporting Club lasciando il restante 25% nella mani della famiglia Corrado con Giuseppe presidente e Giovanni come amministratore delegato del sodalizio nerazzurro. Il documento, firmato dai direttori Stephen Gauci e Stuart Grant Thomson alla fine dello scorso aprile, è stato ora visionato, studiato e promosso da una società esterna di certificazione di bilanci. La situazione che fotografa è che il capitale massimo resta di 50 milioni e quello versato ancora di circa 37,5 (per la precisione 37.502,500) e, dunque, almeno dal 30 giugno 2021 al 30 giugno 2022 il mecenate di Mosca non ha dovuto farsi carico di altre iniezioni di soldi liquidi in favore del sodalizio nerazzurro.
A essere cresciuto, però, è il valore complessivo del club. Con quello, calcolato, della rosa dei giocatori passato da 8,5 a 11,8 milioni. Naturalmente sono cresciute anche le spese, con le perdite complessive che nel bilancio chiuso il 30 giugno 2021 erano assestate su un totale di 7,5 milioni e che 12 mesi dopo sono schizzate a 16,2 milioni. Nel computo, però, non ci sono solo i giocatori (acquisto, stipendi) e i loro agenti. Ad esempio la AK ha sborsato 419.000 euro (e spiccioli) per l’acquisto di una parte (la prima) dei terreni di Gagno dove sorgerà il centro sportivo. Un investimento, quest’ultimo, che sicuramente porterà altri esborsi considerevoli (per la costruzione vera e propria), ma è un investimento su un ben immobile che farà dunque parte (una parte importante) del patrimonio del Pisa Sporting Club. Altro dato interessante riguarda la crescita dagli introiti del merchandising, che il sodalizio nerazzurro sfrutta decisamente meglio di tantissimi club anche di serie A, che nel periodo in questione ha portato nelle casse 408.000 euro a fronte dei 319.000 dell’anno precedente.
Aspettando mercato e squadra che verrà, insomma, una certezza di non poco conto c’è: il Pisa ha un futuro.l
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