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Una poltrona per sei: a Pisa è arrivata l’ora della decisione

di Andrea Chiavacci
Una poltrona per sei: a Pisa è arrivata l’ora della decisione<br>

In lizza per la panchina tre campioni del mondo ma anche un esperto, un emergente e l’outsider

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PISA. Sei allenatori per una panchina. Pirlo, De Rossi, Inzaghi, Di Francesco, Aquilani e, nome più recente, Massimiliano Alvini. Salvo clamorose sorprese i nomi in lizza sono questi. Oggi dovrebbero proseguire i contatti con questi tecnici e probabilmente da domani ogni momento diventerà buono per la fumata bianca.

Tempi e modi

La tempistica e le modalità non devono sorprendere. Da quando la famiglia Corrado è arrivata a Pisa i colloqui con gli allenatori sono sempre stati piuttosto e approfonditi. Un metodo che con l'avvento del patron Alexander Knaster è diventato ancora più dettagliato. Sulla scia del comportamento dei grandi club europei. L'anno scorso non andò bene, visto che Rolando Maran dopo appena 6 giornate venne esonerato, e a maggior ragione il Pisa non vuole scottarsi anche questa stavolta. È, tra l’altro, in Italia gli esempi simili sono molti. Tanti, infatti, club che devono cambiare tecnico e non hanno ancora scelto l'allenatore, visto che sono appena terminati i campionato di Serie A e B e bisogna ancora conoscere l'ultima promossa dalla C (Foggia o Lecco). Un esempio per tutti è il Napoli campione d'Italia che non solo non ha ancora scelto il successore di Luciano Spalletti ma deve chiarire anche la posizione del direttore sportivo Giuntoli. A Pisa questo passo è stato fatto con l'arrivo di Aleksandar Kolarov che sarà già determinante nella scelta del nuovo tecnico. Che poi ovviamente dovrà convincere tutto la stato maggiore nerazzurro e ovviamente Knaster. E la tempistica in passato è stata anche leggermente più lunga: Luca D'Angelo nel 2018 venne annunciato il 24 giugno. Una calda domenica pomeriggio. La stagione, iniziata con una squadra ben diversa da quella con cui è stata poi conclusa, è quella della promozione in B. Un lavoro simile a quello che attenderà il Pisa in questa stagione per quanto riguarda la gestione di una rosa composta da 44 giocatori. Compreso i prestiti.

I favoriti

Tornando al toto-tecnico, non è un segreto che Andrea Pirlo piace alla società e in particolare a Knaster. Non sarà facile però convincerlo ad accettare una panchina di Serie B. L'ex allenatore della Juventus è spendibile anche a livello di immagine visto che è stato uno dei più grandi centrocampisti al mondo negli ultimi 30 anni. Diverso il mestiere dell'allenatore. Ma anche qui ha già imparato che dovrà imporsi un passo alla volta per emergere dopo la mancata riconferma a Torino, nonostante la Coppa Italia e la Supercoppa messe in bacheca, e l'esonero in Turchia. Si è già scottato anche Daniele De Rossi. Un anno fa sembrava a un passo dal Pisa ma alla fine non se ne fece nulla. A ottobre è andato alla Spal. Sedici partite, quindici punti, appena tre vittorie. Esonero quasi inevitabile ma esperienza che può averlo maturato per non ripetere certi errori. Chi lo ha preceduto e chi è arrivato dopo, Venturato e Oddo, non hanno fatto meglio di lui. Infatti la Spal retrocessa in C. Ha lanciato il centrocampista Matteo Prati, protagonista ai mondiali Under 20 in Argentina, che giocò la prima da titolare proprio contro il Pisa lo scorso 26 dicembre ( 0-1 gol di Sibilli).In più gode della stima del suo ex compagno di squadra Kolarov.

Chi ha già vinto in B

Tra gli allenatori che hanno partecipato ai colloqui due soli hanno già conquistato la promozione in Serie A: Eusebio di Francesco e Pippo Inzaghi. Quest'ultimo sarebbe perfetto per lavorare con la rosa attuale. In primis perché conosce Matteo Tramoni e Stefano Moreo, entrambi da rilanciare, che con lui hanno reso al massimo a Brescia nel 2020/2021. Ma soprattutto perché Inzaghi si sta dimostrando tra i più bravi a lavorare con rose costruite in tempi stretti. Quanto fatto nell'ultima stagione alla Reggina vale quasi come una promozione (ai playoff nonostante il -5). Ha vinto il campionato nel 2019/2020 con il Benevento. Va detto che piace anche al Lecce ed è ancora sotto contratto con la Reggina fino al 2025. Eusebio Di Francesco ha portato in serie A il Sassuolo nel 2012/2013, con Gaetano Masucci tra i protagonisti, ma più che l'assenza prolungata dalla Serie B potrebbe pagare i recenti risultati deludenti in Serie A dopo essere arrivato fino a una semifinale di Champions League con la Roma. Al momento entrambi non sono in prima fila.

Outsider

Alberto Aquilani ha vinto tanto a livello giovanile, tre volte la Coppa Italia e due la Supercoppa italiana, con la Fiorentina ma per lui sarebbe la prima assoluta da allenatore nel calcio dei grandi. Il Pisa lo ha contattato e piace per le idee di gioco propositivo, fa il 4-3-3 come Inzaghi e Di Francesco, ma potrebbe pagare l'inesperienza L'ultimo candidato, in ordine di tempo relativamente ai colloqui sostenuti coi dirigenti, è Massimiliano Alvini. Quello che più di tutti ha fatto la gavetta e che in B ha portato il Perugia ai playoff 12 mesi fa. A Cremona, in A, non è andata bene ma ha grinta e carattere per cercare il grande rilancio.

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