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Pisa, quarant’anni di gioie e dolori e stasera “La Voce” si spegne

Andrea Chiavacci
Pisa, quarant’anni di gioie e dolori e stasera “La Voce” si spegne

Chiude la storica trasmissione. Aldo Orsini: «Ma io non mollo»

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Pisa Per quarant'anni è stato l'appuntamento fisso per generazioni di tifosi pisani. Già, sapevi che alle 21 per quanto riguarda le partite casalinghe e alle 23 quando tanti tifosi tornavano dalle trasferte, il tuo posto era lì, davanti alla televisione.

Ma “La voce dagli spogliatoi” di 50 Canale proprio questa sera chiude i battenti con una puntata speciale nella quale sarà ospite il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, a partire dalle 21 ( la replica domani dalle 23). “La Voce” è stata un'amica fedele e puntuale nel raccontare la partita dei nerazzurri. Se non conoscevi il risultato lo avresti saputo guardando il volto di Aldo Orsini. Storico padrone di casa della trasmissione. Se il sorriso era splendente significava il trionfo sicuro. Al contrario un'espressione corrucciata era sinonimo di sconfitta.

Da ieri sui social tanti tifosi erano dispiaciuti per questa scelta che arriva proprio quando sta per uscire un libro che celebra questa lunga e fortunata avventura televisiva. Una delle esperienze del piccolo schermo più longeve a livello di tv locali ma anche nazionali. Nella mattinata di ieri un bellissimo striscione, firmato Mau Ovunque, esposto proprio dietro la Curva nord celebrava l'importanza della trasmissione:"La voce dagli spogliatoi, 40 anni di storia di un calcio che non c'è più".

Il padrone di quella voce, Aldo Orsini, 68 anni, ringrazia tutti e spiega i motivi di questa scelta. «Sono commosso dall'affetto che mi ha dimostrato la gente e da quel bellissimo striscione. Quella di fermarsi qui è stata un decisione sofferta perché questa trasmissione per me è quasi come un terzo figlio. L'abbiamo presa insieme alla proprietà di 50 Canale con la quale c'è stima reciproca. Non vado in pensione, continuerò a collaborare. Insomma, non vado a pescare sugli scogli a Marina. È presto però per dire cosa farò e quale sarà il nuovo format che seguirà le partite del Pisa».

Una scelta arrivata proprio con il libro “La mia voce” (Goal book edizioni), in uscita verso la fine del mese di giugno, con testi di Fabio Demi, prefazione di Antonio Scuglia e post fazione del tecnico Luca D'Angelo. «Il libro è stata l'occasione per ripercorrere questa lunga avventura e per fare delle riflessioni. Sicuramente tante cose sono cambiate per chi fa il nostro mestiere: ci sono molte più restrizioni. Il dopo partita è molto meno ricco rispetto a un tempo quando non esistevano “spezzatini”. E nonostante questo la risposta del pubblico è sempre stata importante. A livello televisivo il dopo partita è diventato una marmellata uguale per tutti. Va detto che un tempo c'era un maggior rispetto per i giornalisti e per i tifosi, oggi relegati in angusti settori dove spesso vengono fatti entrare a partita iniziata».

Facile individuare la puntata più difficile: «Pisa-Brescia del 2009 con la retrocessione in C del Pisa è stata davvero la più faticosa da mettere in piedi». Impossibile, invece, indicare la più bella: «Può sembrare banale ricordare Cremona ma sono state tante le giornate indimenticabili. Penso alla vittoria di Milano con gol di Chierico o a quella in casa del Napoli di Maradona nel 1986; ma anche i successi più recenti come quello di Trieste del 2019. Quando abbiamo messo in piedi una bella puntata dallo stadio Rocco».

Per i pisani è davvero un'era che si chiude, comunque con il sorriso sulle labbra. Proprio come dopo una vittoria del Pisa. l



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