Ora per coltivare la speranza serve più coraggio che sdegno
Il punto. Una delle lezioni di Sant’Agostino indica la strada
Sosteneva il filosofo ma anche vescovo e teologo Aurelio Agostino d'Ippona, più semplicemente Sant’Agostino, che la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio; lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle. È stato ed è, lui, un padre del pensiero. E, viene da aggiungere, non a caso visto che questa sua massima, di secoli fa, sembra anche la foto del Pisa attuale, quello di oggi.
Che proprio con due stati d’animo diversi, distinti fino quasi a diventare opposti, arriva all’ultima tappa del campionato di Serie B 2022/2023. Ovvero, per dirla proprio come Sant’Agostino, con lo sdegno per quello che poteva (e, forse, doveva) essere e non è stato e con il coraggio di giocarsi al meglio le (non moltissime) possibilità di rimaste per allungare il sogno (cioè prendersi un posto nei playoff) e poi magari alimentarlo pure (cioè andare a giocarsi al meglio gli eventuali spareggi). Due facce della stessa medaglia costruita da una squadra, un gruppo, che due facce le ha sempre avute nel corso della stagione. Come dimostra l’andamento in classifica, praticamente fin troppo simile a un giro sulla montagne russe, come dimostra il rendimento, mai fedele a se stesso. Come dimostra, infine, persino la sola ultima uscita, quella di Brescia. Che poteva permettere ai nerazzurri di tornare padroni del proprio destino, e così non è stato, ma anche di scivolare definitamente (o quasi) fuori dai giochi, e così non è stato. È un Pisa senza mezze misure, insomma. Tanto che è difficile anche ipotizzare quale versione vedremo venerdì sera.
Una certezza, però, c’è ed è scritta nella pietra: vincere. Già, stavolta non ci sono mezze misure e, anzi, il successo potrebbe anche non bastare. Servono buone notizie da Palermo, dove il Brescia andrà a caccia di punti salvezza, ma anche da Parma, dove arriva un lanciatissimo Venezia, e da Reggio Calabria, che ospiterà lo scontro diretto tra la truppa di casa a l’Ascoli, La matematica dice che le possibilità, come detto, non sono moltissime, ma la testa e la pancia che provarci è d’obbligo.
Dunque il Pisa deve pensare soprattutto a fare il suo. E, quindi, a superare un ostacolo che non sembra esattamente una montagna da scalare a mani nude come la già retrocessa Spal. Scendere in campo con un solo risultato a disposizione e con l’orecchio comunque rivolto anche agli altri campi, però, potrebbe non essere semplice. Poco importa, comunque, perché un’altra certezza è relativa alla peggiore delle ipotesi. Ovvero le rivali che cadono, o incespicano, e i nerazzurri che restano fuori perché non sono stati capaci di fare il loro. Ecco, questo è il peggiore degli scenari possibili. E questo va evitato a tutti i costi.
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