Il Tirreno

Pisa

La Spal, la crisi e pure l’emergenza. Tanti ostacoli sulla strada del Pisa

di Andrea Chiavacci
La Spal, la crisi e pure l’emergenza. Tanti ostacoli sulla strada del Pisa

Squalifiche e infortuni riducono le possibilità di scelta del tecnico D’Angelo E i numeri dicono che trovare la via del gol è diventato sempre più complicato

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Vincere, e sperare anche negli altri, è un dovere per il Pisa che venerdì sera alle 20.,30 affronterà una Spal già retrocessa in Serie C. Detto così sembra tutto facile, ma il momento è uno dei più difficili dell'era Luca D'Angelo visto che la squadra ha raccolto appena 18 punti nel girone di ritorno e non vince da 7 giornate. Come se non bastasse contro gli estensi il tecnico dovrà fare a meno di Masucci, Morutan e Marin, tutti out per squalifica. Nonostante tutto il suo gruppo è sempre lì a giocarsi un posto al sole, ma il condottiero dovrà fare ancora i conti con l'emergenza e soprattutto con un attacco che sta perdendo colpi. Nel 4-3-1-2 classico la soluzione più probabile, e quasi obbligata, è quella di partire con Gliozzi e Torregrossa titolari proprio come a Brescia. Anche perché Moreo ieri si è allenato a parte, a San Piero, come Touré ed Esteves. Sulla trequarti se la giocano Matteo Tramoni e Sibilli. Il primo non ha incantato ma potrebbe avere una nuova chance dall'inizio, il secondo appare più brillante ma potrebbe far comodo proprio quando la partita va verso il tramonto. Stavolta non va dimenticato neppure Lisandru Tramoni che potrebbe anche avere un po' di spazio nel finale proprio per i pochi cambi a disposizione in avanti (solo cinque attaccanti a disposizione se Moreo non recupera). A centrocampo il ritorno di Nagy appare scontato, anche alla luce dell'assenza di Marin, che potrebbe andare a sinistra con De Vitis e Zuelli che si giocano un posto da centrale. In alternativa Nagy fa da schermo e Gargiulo dalla parte mancina. Sulla destra dovrebbe esser riconfermato Mastinu. In difesa possibile la conferma per chi ha giocato dal primo minuto a Brescia. Insomma, le soluzioni per far male alla terza peggior difesa del campionato, quella della Spal con 50 gol subiti, ci sono sicuramente. Ma bisogna avere maggior lucidità sotto porta e anche in fase di costruzione. Nel girone di ritorno la squadra ha segnato appena 17 reti. Dal primato di reti con Bari e Reggina a quota 30 a fine girone d'andata all'attuale settimo posto con il Como. L'assenza prolungata di Torregrossa può essere solo in parte una giustificazione. Da gennaio a oggi la squadra ha chiuso a secco di gol 5 partite e solo in 5 occasioni ha realizzato 2 reti. Nelle ultime 7 gare ha messo dentro la miseria di 5 reti. A questa squadra oltre che i gol degli attaccanti mancano soprattutto quelli dei centrocampisti. Mai un gol su punizione diretta e difficilmente la squadra porta pericolo con gli inserimenti dalla mediana. Eccezion fatta per Touré che è infortunato da due mesi. Sui 17 gol del girone di ritorno solo 3 reti arrivano dal centrocampo: quella di Gargiulo a Reggio Calabria, quella spettacolare di Marin con il Perugia e il guizzo di Touré a Parma. Tutti gol vittoria. Zero gol al ritorno dai difensori con palle inattive praticamente mai sfruttate a proprio favore.È una crisi degli attaccanti, insomma, ma è soprattutto una crisi del gol da parte di tutto il collettivo. Un collettivo che venerdì è atteso all'ennesima prova d'orgoglio per cercare di salvare un finale di stagione davvero difficile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore