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Masucci colpisce, il Pisa spera

di David Biuzzi
Masucci colpisce, il Pisa spera

L’attaccante giganteggia nell’area degli avversari e replica al vantaggio del Brescia ma non arriva la vittoria che serviva e i playoff sono appesi a un filo sempre più sottile

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BRESCIA. La buona notizia è che il Pisa ha finalmente smesso di rimediare schiaffi (sconfitte) a destra e sinistra, la cattiva è che non torna ad assaporare il dolce gusto del successo che manca da due mesi (ultima volta il 18 marzo col Benevento) e neanche torna dentro i playoff come sperava e voleva.

Può ancora sperarci, però. Ed è comunque meglio di niente. Può farlo perché Tano “La trottola” Masucci estrae l’ennesimo coniglio del suo infinito cilindro. Ne avesse altri 10 di giocatori come lui i nerazzurri sarebbero, da tempo, in paradiso, ne avesse 4 o 5 gli spareggi per il sogno sarebbero una certezza. Ne ha solo 1, però, e quindi dovrò soffrire fino alla fine, battendo la già retrocessa Spal venerdì sera e sperando che qualche buona notizia arrivi anche da altri campi. Ad oggi, infatti, a giocarsela andrebbero Venezia (7°) e Palermo (8°). Ma, si sa, finché c’è vita c’è speranza.

Intanto, come detto, la striscia nera di 4 ko si ferma al Rigamonti. E a spingere via il quinto scivolone è proprio lo squillo del già citato (e omaggiato) Masucci, ma non solo. I nerazzurri, infatti, reagiscono dopo aver visto il baratro (la rete di Bisoli) aumentando i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato. Ma va comunque detto che rispetto al recente passato è comunque un passo avanti. Potrebbe servire a poco, vero, ma sempre un piccolo passo avanti resta. Come, tutto sommato, è l’avvio di gara. Il Pisa si presenta con un’altra mezza rivoluzione tra gli interpreti (valga come esempio il “ripescaggio” di Zuelli) e la conferma del 4-3-1-2. Davanti c’è la coppia pesante Torregrossa-Gliozzi, anche se il grande ex spesso arretra a cercare (e trovare) spazio e gloria. L’approccio è interessante e incoraggiante e nei primi 10 minuti arrivano già 3 occasioni: Andrenacci dice no a Gliozzi al 3’, Mangraviti sfiora l’autorete al 6’, Mastinu impegna il portiere con una punizione dal limite all’8’. Il gol, però, non arriva e con il passare dei minuti la partita, poco bella e consumata a ritmi blandi, torna sui binari dell’equilibrio. L’unico vero segnale di Brescia, però, è un colpo di testa alto, ma da due passi, di Bisoli al 40’.

La ripresa, così, inizia con gli stessi interpreti ma anche con la sensazione che qualcosa debba per forza succedere visto che il pari non serve a nessuno. Stavolta sono i padroni di casa ad avere un impatto più deciso e passano anche alla cassa, all’8’, quando ancora Bisoli sfrutta un cross di Rodriguez (tenero Hermannsson nella circostanza) e impallina Nicolas col destro al volo. Ora il Brescia vede la salvezza, il Pisa danza coi suoi fantasmi. Ma, diversamente al recente passato, se li scrolla di dosso. D’Angelo aumenta il peso offensivo del suo 4-3-1-2 con Masucci e Sibilli (che va a fare l’interno), poi tocca anche a Morutan a Gargiulo. Lo schema base resta lo stesso, ma spesso i nerazzurri attaccano con il 4-2-3-1, a volte addirittura col 3-3-4. Numeri e schemi a parte lo fanno raschiando il fondo del barile delle energie ma mettendoci anche un pizzico di testa e tanto cuore.

Il resto, appunto, lo fa Masucci. Non a caso uno degli uomini simbolo del gruppo. Al 34’, infatti, nonostante i suoi 173 centimetri di altezza è proprio lui a giganteggiare nel cuore dell’area lombarda per incornare, quasi con rabbia, in rete il cross di Morutan (bravo anche lui a danzare fra tre avversari prima di metterla dentro). Il pareggio apre un finale di gara in cui potrebbe davvero succedere di tutto. Come detto il pari non serve proprio a nessuno e così entrambe la squadre, nonostante la stanchezza prenda sempre più campo, provano a vincerla e rischiano di perderla.

E alla fine, forse, a perderla ci riescono entrambe. Perché ora il Brescia è più lontano dalla salvezza (almeno quello diretta) e il Pisa dai playoff. Ma c’è ancora l’ultima tappa che può ancora cambiare molto, tutto. I nerazzurri non sono padroni del loro destino, è vero, ma tra “vincere” e “vincere e sperare” cambia solo la seconda parte...


 

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