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D’Angelo vuole un Pisa scatenato: «Siamo forti e abbiamo un’anima»

di Andrea Chiavacci
D’Angelo vuole un Pisa scatenato: «Siamo forti e abbiamo un’anima»

Col Frosinone già in Serie A è quasi l’ultimo treno per restare in zona playoff. Torregrossa tra i convocati, fuori Tourè: «Possiamo battere anche le assenze»

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PISA. Avere ancora il destino nelle proprie mani nonostante il solo punto portato a casa nelle ultime cinque partite.

Il Pisa che oggi alle 14 sfida all’Arena il Frosinone – nella 36esima giornata e terzultima gara del torneo – già promosso in Serie A può ancora regalarsi e regalare ai tifosi pisani la possibilità di giocarsi tutto ai playoff per la seconda stagione di fila. Sicuramente due campionati decisamente diversi, il Pisa dell’anno scorso chiuse terzo a 67 punti e quello attuale è settimo con 46, ma si sa che nel calcio basta poco per cambiare le cose.

La carica del mister

Un successo oggi riaprirebbe scenari interessanti per Luca D’Angelo, che non recupera Idrissa Touré e Alessandro De Vitis ma spera di poter tornare a contare su Ernesto Torregrossa.

«Lo valuteremo dopo la rifinitura», ha detto in conferenza stampa il tecnico nerazzurro. Il centravanti venezuelano è tra i convocati ma non è detto che partirà tra i titolari. Altri dubbi che attanaglia il tecnico pescarese. Nel possibile 4-3-2-1 non c’è un giocatore con le caratteristiche fisiche di Touré sul centro destra. «È un giocatore importante, ma non si può dipendere da un solo elemento. Questa squadra possa vincere anche con qualche assenza importante».

Probabilmente toccherà di nuovo a Mastinu, anche se a centrocampo scalpita Gargiulo, reduce dallo spezzone positivo ad Ascoli.

Dubbi e ballottaggi

Occhio, quindi, all’eventuale variazione del sistema di gioco. Intanto D’Angelo dopo la squalifica ritrova Caracciolo in difesa, Nagy a centrocampo e Sibilli che probabilmente giocherà a fianco di Morutan alle spalle di una sola punta. Qui i dubbi sono tanti. Tutto ruota sul recupero di Torregrossa, altrimenti sarà ballottaggio tra Gliozzi e Moreo. Non va però dimenticato Masucci, che ad Ascoli ha segnato un gol che permette al Pisa, malgrado la sconfitta, di avere una differenza reti migliore nello scontro diretto e di mantenere il settimo posto. Un’altra novità iniziale rispetto ad Ascoli potrebbe essere l’impiego sulla destra di Esteves che è favorito su Calabresi.

Acqua sul fuoco

D’Angelo non vuole catalogare la sfida con il Frosinone come la più importante dei suoi cinque anni a Pisa. «Quella che dobbiamo giocare è sempre la più importante. Io le partite le vivo tutte allo stesso modo. È un difetto mio. Ogni partita condiziona la mia settimana. L’umore mio – dice il mister – quello della mia famiglia, della società e di chi ripone fiducia in me a partire dalla maggioranza dei tifosi. Per questo le sconfitte me le sento tutte addosso». Sulla tattica da usare oggi il tecnico ha le idee chiare: «Le nostre caratteristiche sono quelle di essere abbastanza aggressivi. Il Frosinone è una squadra formidabile quando riconquista palla e attacca gli spazi. Sappiamo quali sono le loro caratteristiche e dobbiamo essere attenti e concentrati senza tuttavia snaturare il nostro gioco e cercare di aggredirli fin da subito». Sull'eventuale riproposizione della difesa a tre come ad Ascoli, D’Angelo glissa: «Possiamo difendere a quattro e impostare a tre e viceversa. Non è quella la più cosa importante. La tattica è importante ma le motivazioni devono fare la differenza come sempre. Se non hai un’anima nello sport non ci sono possibilità di vincere. E io penso che questa squadra un’anima ce l'abbia».

A caccia della svolta

I numeri però nel calcio fanno la differenza. Dopo 14 risultati utili di fila nel girone d’andata – 13 con D’Angelo – la squadra è calata vistosamente nel girone di ritorno, in cui ha ottenuto appena 17 punti. Da cosa dipende questo calo? «Ho un mito personale che è Pierluigi Bersani. Un giorno ha detto “diffido delle persone che hanno una risposta su tutto”. Di certo non diffiderebbe di me. Io a questa domanda non so rispondere. Noi abbiamo giocato alla pari con il Frosinone all’andata, con il Genoa e in autunno abbiamo vinto tante partite, e probabilmente meritavamo di vincerne altre, invece poi siamo andati in grande difficoltà. Sto imparando tantissimo da questa stagione. Quando sono tornato l’impatto empatico con la squadra è stato buono. E così di pari passo andava avanti anche l’aspetto tecnico». Il condottiero nerazzurro però crede ancora nei suoi uomini: «Per me il valore dei giocatori rimane intatto perché penso di avere elementi forti. Lo hanno dimostrato. In alcune circostanze dobbiamo tirare fuori il meglio di noi stessi».


 

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