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Pisa-Bari, storia e lotta playoff sfida di lusso all’Arena Garibaldi


	L’abbraccio fra i due tecnici D’Angelo e Mignani, ex compagni di squadra, prima dell’inizio della gara d’andata a Bari
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L’abbraccio fra i due tecnici D’Angelo e Mignani, ex compagni di squadra, prima dell’inizio della gara d’andata a Bari

Venduti fino a ieri sera oltre 9mila biglietti, ultimi posti in gradinata e in tribuna Ore 16.15, Luca D’Angelo contro il vecchio compagno di squadra Mignani

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PISA. Contro la squadra con cui ha vinto l’ultima partita della sua storia in serie A, correva l’anno 1991, il Pisa va alla ricerca di un successo fondamentale. Pisa-Bari (fischio d’inizio ore 16, 15) è l’ennesima occasione importante per i nerazzurri di blindare playoff e portarsi da soli al sesto posto. Ma ci sono cinque finali, a cominciare da oggi, utili per invertire la rotta. Sarà anche un duello tra vecchi compagni di squadra, i tecnici D’Angelo e Mignani. Il pubblico satrà quello delle grandi occasioni, ovviamente: venduti fino a ieri sera oltre novemila biglietti (restava qualche tagliando in gradinata e in tribuna), settore ospiti esaurito.

I dubbi della vigilia

Il Pisa arriva a questa sfida cruciale senza gli infortunati Touré e De Vitis, già fermi da qualche settimana, e lo squalificato Beruatto. Qualche dubbio su chi prenderà il suo posto. «Dobbiamo valutare se Esteves ha tutti i novanta minuti nelle gambe- spiega Luca D'Angelo in conferenza stampa. – Il portoghese è uno di quelli che può sostituire Beruatto. In alternativa stiamo pensando ad altre soluzioni, senza entrare nel dettaglio, ma non penso che cambieremo modulo. Touré? Ha un infortunio che lo mette in condizione di provare giorno per giorno sul campo. Se un combattente come lui avverte ancora fastidi non possiamo fare altro che continuare con le terapie ed aspettare il momento in cui sarà pronto per allenarsi in gruppo».

Quindi si va avanti con il 4-3-1-2. In difesa, oltre al dubbio sulla fascia sinistra ci potrebbe ballottaggio tra Calabresi ed Hermannsson a destra. «Stanno bene entrambi, dobbiamo scegliere». Se gioca Hermannsson, Calabresi potrebbe anche essere adattato a sinistra se Esteves non è pronto. Una delle soluzioni alternative potrebbe essere quella di optare per Gargiulo. Per il resto la situazione sembra piuttosto lineare a parte il ballottaggio a centrocampo tra Zuelli e Mastinu. In mediana sicuri di un posto Nagy e Marin. Sulla trequarti Morutan e in attacco Torregrossa e Moreo sono i favoriti.

Gli avversari

Dall’altra parte c’è un Bari che vede più lontana la promozione diretta, Genoa lontano 9 punti, ma che può allungare a +6 sul Sudtirol quarto. I biancorossi segnano tanto, secondo miglior attacco della B con 50 gol, e stanno mettendo in mostra l’esterno sinistro Moracchioli (un gol e due assist nelle ultime due gare). Probabilmente Mignani non lo manderà in campo dal primo minuto e, dopo qualche dubbio, dovrebbe optare su un 4-3-1-2 a specchio con Folorunsho trequartista alle spalle dell’ex Antenucci in coppia con il bomber Cheddira (16 reti finora) . D’Angelo però teme principalmente il collettivo dei pugliesi, non solo le bocche da fuoco.. A centrocampo Bellomo favorito sull’altro ex Benali con Maita e Benedetti mezzali. In difesa l’unico dubbio è tra Mazzotta e Ricci sulla sinistra, con il primo favorito.

Si può fare di più

Dopo la sconfitta di Terni D’Angelo si attende un cambio di passo: «Mi aspetto risposte da tutti noi. Dalla squadra e da me stesso perché abbiamo una società che ci mette nelle migliori condizioni per lavorare e un pubblico che ci segue sempre con grande amore. Per questo dobbiamo fare meglio di quanto stiamo facendo in questo periodo». La squadra deve affrontare questa sfida come una finale? «Io credo che fin dalla prima giornata bisogna sempre giocare come una gara da dentro o fuori. La squadra ha fatto nel complesso un grandissimo percorso. Solo il Frosinone ha fatto una striscia positiva più lunga della nostra. Questo significa che siamo una squadra forte. È altrettanto vero che nell'ultimo periodo non stiamo facendo bene. Dobbiamo capirne il motivo e giocare, a cominciare dalla partita con il Bari, con l'intensità che ha contraddistinto la squadra soprattutto da ottobre a dicembre».

Il Pisa ha pagato la rincorsa?

«Difficile dirlo. Dal punto di vista fisico la squadra sta bene e si allena con grande attenzione e determinazione. Oltre all'aspetto mentale dobbiamo curare l'aspetto tecnico altrimenti si sminuiscono le responsabilità dell'allenatore. Le scelte spettano a me e quindi se le cose non vanno è anche colpa mia. Nel girone d'andata segnavamo tanti gol ma non credo che dipenda solo dal modulo o dagli interpreti. Credo che la squadra abbia fatto un passo indietro dal punto di vista calcistico. Allo stesso tempo ho anche fiducia di poter tornare ad esprimere un buon gioco. A cominciare da oggi».

Come mai Matteo Tramoni sta trovando meno spazio dal primo minuto negli ultimi mesi? «Matteo ha giocato titolare a Genova, in una partita di cartello. Questo per dire che ho grandissima considerazione di lui e con il Bari può giocare dall'inizio o subentrare. La concorrenza è alta, abbiamo tanti giocatori bravi lì davanti. Per me è un trequartista o una seconda punta. Sull'esterno ci può andare ma è più pericoloso se gioca in una zona più centrale».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web