Il Tirreno

Pisa

Riflessioni in nerazzurro

Pisa, il pari col Cagliari vale di più con il pensiero di Baudelaire: sì, questa squadra è dai playoff

di David Biuzzi

	A sinistra Zuelli, a destra Morutan (Foto Fabio Muzzi)
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A sinistra Zuelli, a destra Morutan (Foto Fabio Muzzi)

All’Arena si è vista l’attitudine giusta per inseguire e cullare il sogno

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PISA. Disposizione innata per certe attività. È questa la definizione che troverete cercando sul dizionario la parola attitudine. Che, in termini pratici, è una sorta di mix tra atteggiamento e spirito e, alla resa dei conti, è la cosa migliore che il Pisa ha mostrato nella sfida con il Cagliari, nel pomeriggio di Pasquetta, lunedì 10 aprile.

Che non ha vinto, scivolando anche dal 6° all’8° posto in classifica, ma che ha interpretato bene, decisamente bene.

D’altra parte William James, riconosciuto come fondatore della scuola filosofica del pragmatismo ma anche della psicologia funzionale, lo aveva capito e teorizzato già in tempi non sospetti: cambiando l'atteggiamento interno delle loro menti – la sua lezione – gli esseri umani possono cambiare gli aspetti esteriori della loro vita. Proprio quello che hanno fatto i nerazzurri. Perché rispetto alla caduta di Cosenza diverso è stato proprio l’atteggiamento delle loro menti. Contro i sardi, infatti, si sono battuti e sbattuti dall’inizio alla fine, recupero incluso. Soffrendo nei momenti in cui gli avversari, non esattamente gli ultimi arrivati, hanno preso il sopravvento, andando alla ricerca del gol tutte le volte che è stato possibile. Un’attitudine, appunto, che ha impedito agli ospiti di prendere il sopravvento, che ha permesso al Pisa di restare costantemente dentro la partita tanto da ribattere colpo su colpo e andando vicini alla svolta anche a una manciata di secondi dalla fine.

Sì, insomma, è stato un signor Pisa. Un Pisa che ha tutto non solo per prendersi il posto (che merita) nei playoff ma anche per viverli da protagonista. A patto che lo faccia continuando a battere questa strada. Dove, però, gli ostacoli non mancano. E in questo senso sarà significativa la prossima tappa della lunga corsa: quella di Terni. Che ha tutte le caratteristiche per essere annoverata tra le possibili trappole, visto che i giovanotti di Luca D’Angelo raramente sbagliando la sfide d’alta quota ma ogni tanto incappano in incidenti di percorso nelle altre. In Umbria, dunque, come fosse un finale, un’altra finale.

Perché è il modo di superare anche i problemi contingenti, come il momento un po’ così del folletto Morutan, pescando anche risorse inattese, come il sempre più sorprendente (e convincente) Zuelli. Con l’attitudine di squadra giusta, insomma, è più facile anche alzare il livello dei singoli. D’altra parte, come ha insegnato Charles Baudelaire, ciò che è creato dallo spirito ha più vita della materia. Così come il pareggio scaturito dalla “battaglia” col Cagliari vale più di un punto.

Vale, ad esempio, la consapevolezza che con questa attitudine il Pisa può dire la sua sempre e contro chiunque. Anche ora che c’è da prendersi il posto agli spareggi che valgono un sogno; anche quando ci sarà da giocarseli.

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