Il Tirreno

Pisa

Calcio/Serie B: il focus

Il paradosso del Pisa: tanti attaccanti in campo non è quasi mai garanzia di successo

di Massimo Berutto

	Giuseppe Sibilli, tra i jolly offensivi a disposizione di mister Luca D'Angelo 
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Giuseppe Sibilli, tra i jolly offensivi a disposizione di mister Luca D'Angelo 

Gettare nella mischia l’intera batteria di centravanti disponibili non ha pagato a Cosenza, come era già successo nelle sfide perse contro Modena e SudTirol

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PISA. Il Pisa più offensivo della stagione è rimasto a secco di gol nella trasferta a Cosenza (sabato 1 aprile, nerazzurri sconfitti 1-0, nda), ripetendo sostanzialmente la strategia proposta nelle sconfitte a Modena e con il SudTirol. D'Angelo più volte ha risolto la partita gettando nella mischia attaccanti dalla panchina, ma ha avuto successo quando ha operato una staffetta fra punte, non proponendole tutte (o quasi) contemporaneamente.

Purtroppo le potenzialità dei calciatori di maggior talento non sempre si sommano, anzi talvolta rischiano di elidersi, se competono per le medesime zone del terreno, senza compagni che alle spalle garantiscano rifornimenti. Partendo dai tre giocatori offensivi schierati dall'inizio in Calabria (Moreo, Gliozzi e Sibilli, pur sacrificato da mezzala sinistra), D'Angelo ha calato il quarto subito dopo l'intervallo (Morutan al posto di Esteves) e, dopo l'ingresso di Torregrossa per Sibilli, ha optato per il quinto a metà ripresa (Matteo Tramoni subentrato a Marin), più Gargiulo in fase di spinta (rinunciando a De Vitis). Alla fine il giovanissimo Zuelli (che male non si è comportato) era l'unico centrocampista, chiamato insieme ai 3 centrali difensivi ad alimentare un così opulento arsenale. Anche a Modena era stato osato un “5+1” quasi identico (unica differenza Masucci al posto di Gliozzi), ma solo a 6' dalla fine (con l'inserimento di Torregrossa per Nagy) senza riuscire ad insidiare la porta avversaria. Identico inutile rischio finale nel match perso fra le mura amiche con il SudTtirol a 7' dalla fine, con Lisandru Tramoni in un Pisa che già aveva in campo il fratello Matteo, Morutan, Masucci, Gliozzi, oltre a Gargiulo, con il solo Mastinu a reggere il centrocampo. Anticipare la mossa a Cosenza non ha sortito esiti diversi. Se andiamo ad analizzare le partite risolte nel finale, troviamo atteggiamenti tattici più equilibrati. Tralasciando Pisa-Como perché sotto la gestione di Rolando Maran (che strappò il 2-2 con un tridente composto da Moturan, Cissè e Torregrossa), il primo Pisa del secondo D'Angelo ha vinto la partita di Perugia, dopo il momentaneo pari umbro, avendo in avanti solo Morutan, Jureskin e Gliozzi.

A Palermo la rimonta dal 3-1 al 3-3 è stata completata puntando dal 66' su 4 attaccanti: Matteo Tramoni, Torregrossa, Gliozzi e Sibilli, utilizzato anche in quel caso come mezzala sinistra. Fra le altre modifiche l'inserimento del fluidificante Esteves al posto del più prudente Calabresi. Quartetto offensivo anche nelle rimonte casalinghe con Venezia e Palermo. Per svoltare in Pisa-Modena non è stato necessario aumentare il numero di punte, ma è bastato cambiare tridente: da Matteo Tramoni-Sibilli-Gliozzi (quest'ultimo autore del temporaneo 1-1) a Morutan-Torregrossa-Masucci nella ripresa. Stessa strategia a Como, cominciando con Matteo Tramoni, Morutan e Gliozzi e finendo con Morutan, Moreo e Masucci. Semplice variazione di terzetto pure nella vittoria a Reggio Calabria, inserendo Moreo e Gliozzi a fare le veci di Matteo Tramoni e Sibilli. A Parma per dare la scossa è bastato scegliere Torregrossa al posto di Sibilli. Caso a parte l'affermazione interna sul Perugia: in 10 uomini D'Angelo ha giocato con 2 punte.


 

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